530 anni dalla posa della prima pietra

Sono passati 530 anni dalla posa della prima pietra del Duomo di Pavia. I lavori per la cattedrale presero avvio esattamente il 29 giugno del 1488, sotto la direzione degli architetti Cristoforo Rocchi e Giovanni Antonio Amadeo, inizialmente con la supervisione del Bramante. Per festeggiare l'anniversario, venerdì alle 19 è organizzata una Messa solenne presieduta dal vescovo Corrado Sanguineti, con la partecipazione dell'Associazione commercianti e di Confartigianato Pavia. Sono invitati i rappresentanti di varie categorie di artigiani, a rinnovare il forte legame che storicamente avvicinò il Duomo al mondo della produzione e del commercio locale. I documenti dell'epoca pervenutici ci raccontano infatti che, nel 1488, il cardinale Ascanio Sforza, vescovo di Pavia, alla presenza del duca Gian Galeazzo e del fratello Ludovico il Moro, pose la prima pietra della chiesa sotto lo sguardo «di otto tra vescovi e arcivescovi delle circonvicine città e degli ambasciatori degli stati confinanti, insieme con immenso popolo, maestranze delle arti e rappresentanti della città». Si rievoca dunque quel giorno. Ma venerdì si dà pure il via al progetto "Duomo 530, Museo 01 - ll Duomo, la sua piazza, il suo museo, un progetto per un nuovo Rinascimento: devozione, arte, politica, economia, storia e cultura all'ombra del cupolone", coordinato dalla professoressa Renata Crotti, presidente della Fondazione Museo diocesano di Pavia. «L'obbiettivo è approfittare della ricorrenza dei 530 anni - spiega Renata Crotti - per promuovere l'intero sistema urbanistico che sta attorno al Duomo, soprattutto le tre piazze che lo delimitano: piazza Duomo, piazza Vittoria e Cavagneria. Sarebbe bello ricordare il profondo rapporto tra potere religioso e civile. Al fine di fare ciò, si è istituito un comitato che in questi giorni sta deliberando per programmare una serie di iniziative culturali a tema. Per adesso ci concentriamo sull'anno 2018-2019 e prevediamo conferenze, spettacoli teatrali, concerti, cercando di dimostrare che le tre piazze non sono soltanto luoghi vissuti la notte dalla movida studentesca». I primi appuntamenti del progetto sono dedicati alla cattedrale pavese vista come capolavoro architettonico (la sua è la terza cupola più alta d'Italia, dopo quella di San Pietro a Roma e di Santa Maria del Fiore a Firenze). Con la collaborazione del Comune e dell'associazione "Amici dei musei e dei monumenti pavesi", sabato alle 15.30, i bambini dai 6 ai 12 anni vengono condotti in una visita guidata alla sala del modello ligneo del Duomo custodito ai Musei Civici (prenotazione obbligatoria al 349.0833162); domenica alle 11, lo stesso modello viene presentato agli adulti dalla professoressa Monica Visioli. «Inoltre, si sta lavorando per una prossima apertura del Museo diocesano, nella bellissima cripta romanica del Duomo - aggiunge Crotti - L'idea sarebbe di riallestirlo entro l'autunno, mostrarlo al pubblico e in seguito collegarlo alla cripta bramantesca che in questi mesi è in corso di restauro». Intanto già adesso è allestita per i visitatori una mostra fotografica sulla storia della cattedrale, a cura di Antonio La Valle.La mostra, per i 530 anni, espone riproduzioni di prime pagine del settimanale "Il Ticino" che raccontano i cambi di vescovo dagli inizi del '900 ad oggi, una settantina di foto storiche dei restauri attuati in chiesa, della visita di papa Benedetto XVI nel 2007 e della traslazione delle reliquie di san Siro nel 2012. Gaia Curci