Leonardo, prime idee per il Cenacolo

MILANOMilano e Leonardo 500 anni dopo. Uno dei più grandi geni dell'umanità moriva nel maggio del 1519 e il capoluogo lombardo, città in cui lasciò tracce molto significative, si prepara già in autunno alle celebrazioni. "Leonardo da Vinci: prime idee per l'Ultima Cena" è il titolo della mostra che aprirà i battenti il 13 ottobre, e resterà poi aperta fino al 13 gennaio 2019, proprio all'interno del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie. Saranno esposti dieci disegni provenienti dalla Royal Collection di Londra concessi in prestito da Elisabetta II di Inghilterra. L'esposizione includerà sette fogli preparatori, di mano di Leonardo (1452-1519), e tre disegni di suoi allievi, Cesare da Sesto e Francesco Melzi. «Alzare lo sguardo dal disegno e vedere cosa è intercorso nella realizzazione dell'opera sarà molto interessante - spiega Stefano L'Occaso, direttore del Polo Museale della Lombardia oltre che curatore dell'esposizione -. E' una piccola mostra ma di straordinaria qualità. Il percorso creativo di Leonardo era particolarmente tortuoso. I disegni sono di due tipologie. Quelli a penna sono rapidi, con idee compositive tradizionali. Poi avviene la rivoluzione con un'organizzazione e una composizione nuova, figure più grandi che a grandezza naturale, con uno studio realistico, non stereotipato dei singoli apostoli, e, tutto passa attraverso il disegno. La fase progettuale è fondamentale».L'"Ultima Cena", com'è noto, venne commissionata a Leonardo nel 1494 da Ludovico il Moro. I lavori procedettero con fasi alterne per quattro anni. Leonardo cambiò l'iconografia tradizionale. Inoltre, non amando l'affresco Leonardo inventò una tecnica mista, di tempera e olio su due strati di intonaco, che se gli consentì particolari effetti di luce e di trasparenze ma, di contro, si rivelò inadatta a un ambiente umido come il refettorio, tanto che già nel 1517 si verificano le prime perdite di colore.I disegni che saranno esposti si possono raccogliere sostanzialmente in due blocchi.Un primo nucleo include gli studi d'insieme, ossia schizzi più rapidi, a penna, nei quali l'artista tenta lo studio della composizione nel suo insieme. In particolare, il foglio con studi compositivi è di eccezionale valore, poiché mostra come Leonardo fosse partito da una concezione tradizionale della rappresentazione dell'"Ultima Cena" e sia poi giunto a dipingere un'opera straordinariamente innovativa. Infatti, lo schizzo a penna mostra gli Apostoli distribuiti su ambo i lati della tavola, isolando la figura di Giuda, ma fu abbandonato per la soluzione che vediamo nel grande dipinto murale, dove gli Apostoli sono tutti disposti ai due lati di Cristo. Gli studi che costituiscono il secondo nucleo espositivo, sono per lo più a matita rossa o nera e si soffermano invece con immensa capacità di osservazione su singoli dettagli, di volti o di gesti o di piedi: questi fogli già preludono la definitiva resa pittorica e sono tratti dal vero. I dieci disegni consentiranno quindi un confronto immediato tra le fasi progettuali e l'opera finita. La mostra, inclusa nel normale prezzo del biglietto, è un omaggio del Polo Museale della Lombardia a Leonardo da Vinci. «E' un omaggio al nostro nume tutelare e questo è la prima tappa delle celebrazioni - aggiunge L'Occaso -. Grazie alla disponibilità del personale, cercheremo di migliorare le modalità di acceso e di fruizione oltre che l'apparato didattico». Seguirà un fitto calendario di appuntamenti e conferenze. Paola Cortese