laboratorio di idee A PAVIA

di MARIA GRAZIA PICCALUGA«San Carlo nel 1561 ebbe la giusta intuizione: educare i giovani alla bellezza». Don Alberto Lolli, rettore dell'Almo collegio Borromeo, declina il pensiero del fondatore all'oggi, al luogo in cui da secoli «i giovani studiano e vivono in un edificio del '600», definito dal Vasari "Palazzo per la Sapienza". Di quella bellezza ora Lolli vuole rendere partecipe anche la città, immaginando un progetto che apra le porte, chiuse da anni, degli Orti Borromaici, valorizzandoli. «Da lunedì per dieci giorni ospiteremo 25 studenti universitari italiani e stranieri ai quali chiediamo di proporre idee e progettare il futuro di questo luogo in cui vorremmo far convergere le attività della Terza Missione, per mettere in relazione la ricerca universitaria con la società». Natura e cultura, antichità e contemporaneità in dialogo continuo nei tre ettari di giardino, tra il Lungoticino e il centro storico, che ospitano un bosco e un'ampia area verde, una chiesa sconsacrata - affacciata su via Vercesi - intitolata anticamente a Sant'Antonio da Padova e trasformata negli anni in deposito (soppalcato), fino al restauro negli anni Novanta. Il suo destino potrebbe essere quello di trasformarsi in una sala per eventi culturali aperti al pubblico. Il casale del Seicento, che sorge accanto al laghetto in cui nuota una coppia di cigni, ha ospitato per quasi quattro secoli il fattore che coltivava la verdura per il collegio (e in anni recenti anche un ristorante). Potrebbe essere ripensato come spazio polifunzionale.«Un polo culturale e anche spirituale - auspica il rettore - al quale mi auguro possano collaborare l'Università, gli enti, le realtà cittadine». Nell'area verde il rettore immagina un percorso con installazioni d'arte «dove camminare e trovare pace, una proposta spirituale e pastorale rivolta particolarmente ai giovani». All'l'International Design Workshop "Horti" (acronimo inglese che sta per eredità, opportunità di rinnovo, trasmissione, inclusione) partecipano l'Università di Pavia (partner del progetto), la Technische Hochschule Mittelhessen University of Applied Sciences di Giessen (Germania), la Etsam Universidad Politecnica di Madrid e il "Master in urban vision and architectural design" della Domus Academy di Milano (un master di formazione post-laurea). «Ogni Università partecipa con 5 studenti e un visiting professor. "Gli studenti lavoreranno nell'edificio secentesco al centro dell'area del progetto, suddivisi in 5 gruppi misti - spiega Valentina Giacometti, responsabile delle relazioni internazionali del Collegio e coordinatrice del workshop -. Da questa contaminazione di esperienze e metodi di lavoro, potranno nascere proposte importanti per la valorizzazione dell'area degli Orti Borromaici. La parola chiave è flessibilità». «Dal workshop ci attendiamo proposte per formare nuovi spazi, flessibili e multifunzionali, per attività culturali e percorsi espositivi aperti alla città, che rispettino e valorizzino l'immagine storica e paesaggistica del contesto - spiega ancora Lolli -. L'area dovrà essere pensata come un nuovo polo culturale capace di far convergere studiosi di cultura antica, moderna e contemporanea nelle diverse discipline».Giovedì 5 luglio saranno presentati i risultati del lavoro svolto dai gruppi di studio, prima della cerimonia di chiusura prevista per le 12 con la scelta del progetto vincitore.