Addio a Sara tra le lacrime e la sua voce

CASTELNUOVO SCRIVIATante lacrime e le note di una cover da lei interpretata per l'addio a Sara Serafin, la cantante 32enne uccisa da un tumore al cervello. Amici, parenti e colleghi musicisti si sono dati appuntamento ieri pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Castelnuovo, dedicata ai santi Pietro e Paolo, per i funerali. Il corteo ha accompagnato il feretro dall'abitazione in via Caduti della Patria.«Sara era tenace e testarda, aveva l'argento vivo addosso - è il ricordo commosso della collega Franz - Ha amato il canto fin da piccola e si è sempre impegnata tantissimo, studiando, ricercando, migliorando giorno dopo giorno. Inoltre nella vita si è data molto da fare per gli altri. Dalla comparsa della malattia, un anno fa, ha aiutato diverse associazioni, ad esempio ha organizzato da sola una serata benefica di raccolta fondi per la Lega italiana lotta ai tumori». Cantante apprezzata nel territorio ma non solo, era solista di due gruppi, "EnergiKa Band" e "Suit&Tie". I componenti di quest'ultima band ricordano i momenti trascorsi insieme. «Il gruppo è nato quattro anni fa. Progettavamo di suonare pezzi pop, jazz, latin; abbiamo incontrato Sara poco dopo tempo, sapendo che aveva la passione per il canto. Ispirava tenerezza, con quel suo fisico minuto, ma aveva una grande potenza vocale, riusciva a cantare brani difficili, con particolari sonorità, trasmetteva allo stesso tempo forza e dolcezza, una voce speciale, riconoscibile e rara. Per noi è stata anche una grande amica. Una persona dolce e buona. Non ha mai smesso di cantare nonostante l'aggravarsi delle sue condizioni. Diceva che ce l'avrebbe fatta». Con le band, Sara - Saretha per gli amici - provava nelle sale Sonic Factory studio e 4/4, rispettivamente a Tortona e Spinetta Marengo. Il fonico Andrea la ricorda così: «Basta una frase per definirla, "piccola ma efficace". Veniva a provare in sala e oggi non abbiamo voluto far mancare la nostra partecipazione al dolore della famiglia. Questa è una grande perdita, perché lei era una grande artista». Oltre alla passione per la musica, Sara amava anche la ginnastica. Letizia, una compagna di allenamenti, racconta che «era una brava ginnasta, gareggiava per la Polisportiva Derthona con ottimi risultati a livello agonistico. Ha smesso a 16 anni ma aveva continuato ad allenarsi. Era testarda e non mollava fino a quando non raggiungeva gli obiettivi che si era prefissata».All'uscita del feretro dalla chiesa, la piazza è stata invasa dalla voce di Sara proveniente da un amplificatore, mentre cantava "Amnesia" di Rossana Casale. Un lungo applauso ha salutato la partenza per il cimitero di Castelnuovo.Paola Dellagiovanna