Un Bach insolito raccontato da Poletti

Cattive abitudini, problemi economici, difficoltosa educazione dei figli e lutti familiari: il genio della musica Johann Sebastian Bach viene raccontato attraverso la sua quotidianità, non più attraverso la profondità intellettuale, la padronanza dei mezzi tecnici e la bellezza artistica delle sue opere. Si ha dunque la possibilità di conoscere un Bach quasi inedito, oggi alle 17, nel salone Teresiano della biblioteca Universitaria di Pavia (corso Strada Nuova 65), durante l'incontro "Tutto quello che avreste voluto sapere su Bach e non avete mai osato chiedere", a cura di Igor Ebuli Poletti. «Leggerò tre delle poche lettere firmate dall'autore che ci sono pervenute - anticipa Poletti - Non sarà una lezione di musicologia, ma un appuntamento leggero e divertente in cui parlerò di dettagli della vita del compositore tedesco più concreti che mai. L'obbiettivo sarà incuriosire il pubblico sulla sua figura, rendendo Bach più umano e vicino a noi di quanto viene solitamente concepito». Le letture di Poletti vengono alternate dall'interpretazione di spartiti bachiani e brani originali a cura di Andrea Ferrari e Francesco Chiapperini al sax baritono, Roger Rota al sax baritono e al fagotto. La musica classica viene accostata all'improvvisazione jazz. «I temi affrontati sono interessanti e chiamano potenzialmente in causa chiunque degli spettatori - aggiunge Igor Poletti - Ad esempio, narro di come Bach avesse avuto venti figli da due sole mogli e di come questi gli procurassero non poche difficoltà economiche, difficoltà che lo spingevano a scrivere frequenti lettere di sollecito di pagamenti». Si scopre poi che, ancora ventenne, Bach percorse circa 400 chilometri a piedi per incontrare un importante compositore tedesco; che si preoccupava personalmente dell'educazione musicale dei figli, i quali spesso non erano in grado di eseguire i capolavori paterni. Bach fu inoltre imprigionato per un breve periodo per aver accettato un incarico lasciando improvvisamente l'impegno preso col duca di Sassonia. «Il contesto in cui si svolgerà lo spettacolo, il salone Teresiano settecentesco, è molto suggestivo - conclude l'organizzatore - aiuterà la platea a immedesimarsi meglio nel personaggio, dato che Johann Sebastian visse proprio nella prima metà del XVIII secolo». Ingresso libero. Gaia Curci