Figc, Abete verso l'esclusione «Si rispetti la democrazia»

ROMA Il fronte per le elezioni non si piega e due giorni dopo la mancata convocazione dell'assemblea della Figc fa appello alle istituzioni, politiche e sportive. Ad occuparsene dovranno essere l'ufficio sport della Presidenza del consiglio dei ministri e gli organismi calcistici internazionali, questo secondo gli auspici di Aic, Aia, Lega Pro e Lega Dilettanti, le componenti che vogliono il voto subito e che rappresentano un totale del 73% della forza elettiva. «Si rispetti la democrazia», l'appello dei presenti ieri alla riunione andata in scena alla sede della Lnd. Al centro del dibattito, anche il nome di Giancarlo Abete il quale, secondo un'interpretazione della legge di Stato che limita a tre i mandati di Coni e federazioni, sarebbe incandidabile. Il 10 luglio il consiglio nazionale del Coni recepirà i principi informatori che poi dovranno passare al vaglio del Governo e infine essere approvati dalle varie federazioni, ci vorranno mesi. Il messaggio politico dell'asse anti-commissario è chiaro, sia in Abete quando sentenzia «non mi sembra che ci sia una logica di democrazia dal basso quanto una logica di controllo dall'alto», sia nel numero uno dell'Aic, Tommasi, che chiede di sapere «perché non si vota». Sia, ancora, in Gravina: «Chiediamo il rispetto delle regole - precisa la Lega Pro - l'arbitro è il Coni e deve fare l'arbitro. Si vuole provocare sulla scelta del candidato ma non abbocchiamo. Elezioni a ottobre? No, il termine è il 16 di agosto».