«La Pac deciderà il futuro pavese»
di Fabrizio GuerriniwPAVIA«Nei prossimi tre anni si capirà se la provincia di Pavia resterà una terra agricola, come è sempre stata o sarà solo il posto dove si bruciano i rifiuti e si depositano le merci: inceneritori e logistiche al posto di vigne e risaie». Angelo Ciocca, eurodeputato della Lega, sintetizza così la sfida della Pac che terrà in fibrillazione il Parlamento europeo nei prossimi 10 mesi. «Il problema è presto detto - spiega Ciocca, nel 2001 assessore comunale a San Genesio, consigliere regionale e dal 2016 a Bruxelles - Si sta decidendo l'entità dei fondi legati alla Pac, la Politica agricola comune. Per il periodo 2014-2020 sono stati previsti 408 miliardi di euro, per il 2021-2027 si passerà a 365 miliardi. Un taglio che dovrebbe sovvenzionare le spese per l'immigrazione e quelle per la macchina burocratica Ue. Cercheremo di arginare una contrazione di fondi che per l'italia ammonterà a 3 miliardi di euro, ovvero il venti per cento in meno. Un calo che può cambiare il destino agricolo della nostra regione e della provincia di Pavia». I fondi della Pac sono quelli che determinano gli investimenti delle aziende, la loro capacità di innovazione. «Ma soprattutto - osserva Ciocca - sono la base indispensabile per rendere remunerativo il lavoro agricolo. Senza più stimoli economici anche in provincia di Pavia potrebbe spegnersi l'anima produttiva agricola». E' il riso in prima linea. »Dai dazi alla clausola di salvaguardia per frenare l'importazione risicola dall'Est - chiosa Ciocca - sono le richieste che arrivano on questi mesi dai produttori pavesi. Senza dimenticare la nuova norma sulle etichettature: quella che imporrà dal 2020 di indicare se un riso arriva da Lomello o da Bangkock. Si dovrà impugnare quella direttiva perchè al momento non prevede l'obbligo dell'indicazione per i cosidetti falsi agricoli e per marchi registrati. Sarebbe un vantaggio che aiuta chi sfrutta l'immagine di qualità dei prodotti italiani». Per il vino la sfida Ue riguarda l'aiuto all'expo, ma sono anche altre le minacce. «Ci stiamo occupando - spiega Ciocca - anche del proliferare dei kit per il vino in polvere con i nomi dei nostri grandi marchi. Una beffa che conferma la guerra incorso da tempo sul fronte agricolo: quella che tende ad abbattere la qualità del lavoro agricolo per favorirre altre logiche. Il nostro agricoltore è da sempre legato alla qualità del lavoro e di ciò che produce. Tolta quella, potrebbe arrendersi». Orizzonti agitati: ne parlerà domani Ciocca incontrando a Bruxelles la delegazione della Regione Lombardia guidata dal Governatore Fontana con l'assessore Rolfi. Si parlerà di cosa può fare l'Europa per la Lombardia. E il bivio è la Pac.