Senza Titolo
Sabato 9 giugno ho trovato volti di soddisfazione e determinazione nell'agglomerato arcobaleno pronto a sfilare per il quarto Pride a sostegno della comunità Lgbtq+. Bandiere, adesivi, volti dipinti e cartelloni arguti, l'esplosione di colore in questo inizio estate mi hanno portato gioia sincera e voglia di cantare a squarciagola le canzoni di Lady Gaga che suonavano in sottofondo. La parata per il centro in cui tutti celebravano come ideale a pilastro della società l'amore è partita da piazza Italia. Il disprezzo e l'intolleranza non sono altro che un'opera di autodistruzione, opporsi alla libertà di amare perché non rispetta i canoni a cui siamo abituati non fa che fomentarla. È un mondo in evoluzione ma è come se la paura del cambiamento ci portasse ad aggrapparci a ciò che ci è noto senza renderci conto del danno che causiamo. La comunità Lgbtq+ non è un'invenzione del XXI secolo: oggi però persone coraggiose hanno smesso di nascondersi come in passato perché non hanno motivo per farlo: quale crimine commetterebbero? Sabato il corteo di oltre duemila persone ha combattuto e vinto la paura innalzando con umanità bandiere che, pur con colori e significati diversi, rappresentavano la libertà di tutti quanti.Katia PalamaniI libri di Annalilla