I sassi viventi del Sudafrica

di PAOLO CAUZZIIl nome Lithops deriva dal greco lithos (pietra) e opsis (aspetto), motivo per cui questo genere di piante succulente - appartenente alla famiglia delle Aizoaceae e originario delle zone semidesertiche dell'Africa del Sud - è conosciuto con il nome di "pietre vive" o "sassi viventi". Non diffuse come altri tipi di piante, anche se negli ultimi anni il mercato si è allargato anche in questo ambito, sono apprezzate da collezionisti e da chi ricerca un effetto scenografico, complice il fatto che, oltre all'aspetto carnoso, quando sono fiorite, in colonie, assomigliano a un vero e proprio tappeto di pietre colorate.Anche le dimensioni sono particolari, basti pensare che le specie "giganti" di Lithops raggiungono i tre centimetri di altezza. Il corpo principale, carnoso, è quasi completamente interrato, per consentire alle piante di mimetizzarsi con le pietre e con il suolo circostante, perché essendo per lo più composte d'acqua, nel deserto, loro ambiente naturale, Lithops diventerebbero un cibo molto ambito dai predatori in cerca di riserve. Per quanto riguarda le cure, la prima cosa da sapere è che sulle piante grasse circola il falso mito "che sono facili da curare": in realtà bisogna conoscerle bene e stare molto attenti alle bagnature. Il discorso vale in particolare per Lithops, composte da due foglie carnose, che, una volta passata la fioritura, tendono a seccarsi, accartocciandosi e creando una sorta di involucro secco a protezione delle nuove foglie, che spunteranno nella stagione successiva. Chi non conosce il genere, vedendo le foglie secche, potrebbe pensare che la pianta ha bisogno di acqua, o, peggio ancora, eliminarle, mentre è fondamentale sapere che queste foglie non vanno mai tolte e, anzi, devono rimanere sulla pianta fino a quando quelle nuove non si saranno irrobustite. Da sapere, anche, che con Lithops è possibile creare delle ciotole tematiche coloratissime, seguendo alcune regole: il substrato deve essere molto poroso, quindi a una base di terriccio classico da cactacee, è necessario aggiungere del ghiaietto fine (o pietra pomice), in modo che il terreno sia drenante; la temperatura non deve mai essere sotto i 4 o 5 gradi (non tollerano il freddo), quindi vasi e ciotole dovranno essere trasferiti in casa d'inverno. Infine, l'esposizione (sempre alla luce), e l'innaffiatura (quel che basta per mantenere l'umidità, senza eccedere e sempre evitando il ristagno).