Migranti, Roma e Parigi vanno allo scontro totale
di Nicola CordawROMANiente scuse, con la Francia è guerra totale. Il governo italiano per ora non ottiene da Macron marcia indietro sulle parole pronunciate per la vicenda della nave Aquarius. «Sull'accoglienza non prendiamo lezioni dai francesi» ha replicato Matteo Salvini durante l'informativa al Senato, in una difesa che si è trasformata in attacco. Ma dall'Eliseo nessun cedimento: «Non si può dare ragione a chi provoca, a chi dice sono più forte e caccio una nave che arriva davanti alle mie coste», il contrattacco del presidente francese che, pur non nominandolo si riferisce proprio a Salvini. «Non dimentichiamo chi si rivolge a noi perché abbiamo a che fare con gli stessi...» è il parallelo con il Front National e Marine Le Pen.Tensione altissima e diplomazie in grande difficoltà dopo che il ministro degli esteri Enzo Moavero aveva convocato l'ambasciatore francese che, assente, spedisce l'incaricata d'affari. La protesta, dopo le gravi parole («Italia vomitevole e cinica sulla gestione della nave Aquarius») pronunciate dal portavoce di En Marche, Attal, e poi dallo stesso Macron. Un boomerang per la Francia: Salvini ricompatta un Paese che in parte lo aveva criticato per aver chiuso i porti, ma che ora si schiera contro i francesi. L'impegno della Farnesina per ricucire lo strappo è meritevole, ma i nervi sono tesi e non bastano i riconoscimenti francesi «per gli sforzi sostenuti dall'Italia per la pressione migratoria». Diplomazia ai minimi e anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria ieri ha annullato la visita con l'omologo transalpino Le Maire. E il premier Giuseppe Conte, che sulla vicenda della nave è rimasto inspiegabilmente in silenzio, ha detto di essere orientato a «rinviare» il bilaterale con Macron in agenda domani. Una minaccia in cui fa tutto ancora Salvini che appena finito l'intervento al Senato dice ai cronisti: «Se non arrivano le scuse ufficiali, Conte farebbe bene a non andare». Da Macron vuole il mea culpa e non serve neppure il riconoscimento del «lavoro fatto in Libia e in Sahel negli ultimi mesi con l'Italia, che ha portato a ridurre a un decimo gli arrivi».La polemica è giunta a un punto di rottura tale che la Germania prova a fare da paciere e riportare tutto nei binari del merito. Per Angela Merkel la gestione della partita migratoria è come una cartina di tornasole per il futuro dell'Europa» ed è necessario tener conto delle preoccupazioni di ogni paese. Serve una soluzione comune e ora è scontato che il Consiglio Europeo di fine giugno in cui si riproporrà la riforma di Dublino, sarà il terreno di confronto sul tema che sta mettendo a rischio l'Unione. L'Italia «ora non è più isolata» ha replicato in aula il vicepremier Salvini che s'intesta la battaglia con i partner innescata dal caso Aquarius. E che dal cancelliere austriaco Kurz incassa l'invito a formare un'asse Vienna-Roma-Berlino contro l'immigrazione irregolare. «Abbiamo assicurato soccorsi immediati a donne e bambini», ha detto il ministro dell'Interno invitando Macron «a passare ai fatti»: «accolga i 9mila che si era impegnato a prendere». Salvini incassa anche gli applausi di Forza Italia e Fdi mentre il Pd lo accusa di assenza di strategia e di aver fatto propaganda a urne aperte. «Non c'era nessuna emergenza, lei ha preso dei migranti in ostaggio e il blocco dei porti è stato un gesto inutile e inumano» accusa l'ex ministro della Difesa Pinotti che gli ricorda il plauso del gruppo Visegrad, «di Orban e di quei paesi dell'Est che non hanno accolto un solo rifugiato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA