Vent'anni di scritti riuniti in tre volumi
L'amico vignettista Giuseppe Novello lo ritrae come un omino che si aggira per le vie, all'ombra delle tre torri, con una piccola luce, in cerca di un dettaglio. Eì forse la rappresentazione più calzante di Augusto Vivanti, per due decenni, tra gli anni '60 e '7', autore di una rubrica pubblicata sulla Provincia Pavese e poi raccolta in tre volumi, editi da Iuculano, "Pavia col lanternino". Animatore della vita cittadina, brillante organizzatore e acuto osservatore dei costumi, Vivanti era capace, ricorda Mino Milani , «di rivolgere un piccolo raggio di luce sopra le piccole cose pavesi, un mattone un'insegna tutte quelle cose che noi non vediamo perché camminando guardiamo davanti a noi, mai in alto, in basso, a destra o a sinistra». La metafora del Lanternino riprende l'immagine scelta per il suo ex libris e incisa dal Gamba: un uomo su una barca in mezzo ai flutti. «Rimasto solo ad affrontare il mare tumultuoso dell'esistenza, nel 1929 (anno della morte del padre, ndr), ma con la sua luce a illuminare un ideale, una fede, una speranza. Quel lanternino che ancora rischiara la navicella solitaria della mia esistenza».