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di MARIA GRAZIA PICCALUGATolstoj (o meglio il suo busto, realizzato dallo scultore Troubetzkoy) scruta serio il soggiorno dalla mensola del camino in marmo rosso. Le sue opere sono disseminate per le diverse librerie nella casa pavese di Paolo Mazzarello, docente universitario, storico della medicina, saggista e scrittore. Il romanziere russo è riapparso sul suo cammino un giorno di 15 anni fa, quando il professore stava scartabellando alcune lettere del premio nobel Camillo Golgi e del suo maestro di accademia Cesare Lombroso. «Tolstoj, così come Dostoevskij e i russi anche se ognuno in forma diversa, è stato una lettura amata da sempre, cominciando da Guerra e Pace, un vero libro-mondo. Ma l'incontro tra Lombroso e Tolstoj, avvenuto nella casa dello scrittore a Jasnaja Poljiana nel 1897, era rimasto sempre nell'ombra. Eppure è stato determinante per la seconda stesura di Resurrezione, per gli approfondimenti di antropologia criminale». Un incontro curioso, perché Lombroso voleva carpire le caratteristiche "degenerate" che a suo parere facevano del russo un genio. E Tolstoj, che lo sapeva, era infastidito da quel «vecchietto dall'ingegno limitato». Una storia singolare che lo Mazzarello ha poi raccontato in un libro, Il genio e l'alienista (Bollati Boringhieri). Perché una delle grandi abilità del prof - neurologo e docente prima di diventare anche scrittore - è proprio quella di plasmare materiali scientifici, eruditi o per addetti ai lavori e trasformarli in storie avvincenti e romanzi, senza far loro perde il rigore scientifico. Come l'elefante di Napoleone o l'amore tra Volta e la cantante. Ecco perché - un po' per passione e un po' per lavoro - le librerie di casa Mazzarello comprendono ampie sezioni dedicate alla scienza. Ci sono volumi di colleghi stranieri, dediti come lui allo studio delle neuroscienze, da Sir Andrew Fielding Huxley, fisiologo inglese e Nobel per la Medicina, che nel 2002 gli ha inviato un libro autografato, a Gordon Murray Shepherd e il suo All'origine del gusto, la neurogastronomia, pure con dedica, fino a Rita Levi Montalcini, conosciuta nel 2008 a Pavia, che ha lasciato la sua firma spigolosa su una copia di Abbi il coraggio di conoscere. Nello studio in cui legge e lavora, la storia della medicina trova posto accanto a quella della biologia, con Darwin, ben raccontato ne L'origine di Irvine Stone. Una sezione è dedicata alle religioni, dall'Islam al Cristianesimo. Un'altra ospita gli scrittori che narrarono l'Olocausto e uno spazio speciale è riservato a Primo Levi. Accanto ai libri "pavesi" di arte, storia e scienze, fa bella mostra l'edizione nazionale dell'Opera omnia del biologo del '700 Lazzaro Spallanzani, una dozzina di volumi. Oltre al già citato Tolstoj (tutto lo scibile su di lui, in varie lingue), anche tutti i volumi in circolazione su Camillo Golgi e Cesare Lombroso. Una testo a me caro - dice Mazzarello - è La montagna incantata (o magica) di Thomas Mann. Anche perché parla del pneumotorace del nostro Forlanini». Con una media di lettura di 4-5 libri al mese, Mazzarello spazia dalla storia ai romanzi: Cognetti, Kapuscinski, Hahari. Mishima, Sweig per citarne solo alcuni . «Io interpreto la storia come un'avventura, un modo per viaggiare con la mente, non solo fisicamente - dice -. Seleziono libri che propongono modi di vedere la vita, raccontano la morte, la vita, il mistero in cui questi sono immersi. E anche quando scrivo sono un'occasione non per insegnare ma per imparare».+