I ragazzi della media campioni di robotica

MORTARALa scuola media di Mortara sale sul tetto d'Europa grazie alla squadra dei Superbot, guidata dalla professoressa di robotica Amanda Trovò e composta da Elisa Marseglia, Alice De Paoli, Chiara Boffino, Lorenzo Orlandini, Yonas Beltramo, Carlo Canella e Alberto Livieri, che ha vinto a Montesilvano, in Abruzzo, l'European Championship Robocup Junior 2018 nella categoria "On stage under 14". Lo stesso team scolastico mortarese aveva partecipato alla gara nazionale svoltasi in aprile a Trento piazzandosi sul secondo gradino del podio. Un risultato che ha permesso ai ragazzi della scuola media di Mortara di partecipare alla fase finale in gara continentale, alla quale erano presenti scuole in rappresentanza di altre dodici nazioni europee, e che si è svolta dal 29 maggio al primo giugno scorsi.«I ragazzi hanno portato in scena un tema "green", le isole di plastica che si sono formate negli oceani - spiega l'insegnante Amanda Trovò -. Nel mondo ve ne sono cinque, e la nostra squadra ha deciso di rappresentare quella più grande, "The great Pacific garbage patch", situata tra la California e il Giappone. Per rappresentarla, i ragazzi della scuola media di Mortara hanno utilizzato una lastra di legno con bacchette che, collegate ad un motore, simulavano il movimento delle onde. Sopra di essa era poi collocato un telo blu con rifiuti di plastica. Un altro robot presente sulla scena era invece il pianeta Terra che, posto su di un'altra costruzione ruotava, se stesso, ma l'avanzata dei rifiuti ne produceva l'arresto».In pratica una rappresentazione robotica delle conseguenze dell'inquinamento: «Madre natura, interpretata da una ragazza del gruppo, interagiva con un sensore ad ultrasuoni posizionato in un bottone di emergenza che inviava un messaggio Sos via Bluetooth a due robot navi - aggiunge Trovò -. Queste, grazie a sensori di luce, percorrevano una rotta, individuavano i rifiuti attraverso sensori ad ultrasuono e, dopo averli afferrati con una pinza, li trasportavano in una zona di riciclaggio individuata sempre attraverso dei sensori di prossimità che rilevavano una differenza nella distanza dal pavimento». Completavano l'esibizione altri due robot, un simpatico granchio che ballava e muoveva la bocca una volta ripulito il mare e uno scoglio che, sempre attraverso un sensore ad ultrasuono, sollevava un cartello. «Si formava così un puzzle con le mani dei ragazzi - conclude Trovò - e veniva mostrato il simbolo "REduce, REuse, REcycle" un invito a ridurre, riutilizzare e riciclare la plastica».Fabio Babetto