Referendum, polemiche pure sulla revoca

PAVIA Il sindaco, Massimo Depaoli, ieri non aveva ancora firmato il decreto con il quale revocherà il referendum, originariamente previsto per il 10 giugno, sul ripristino delle corse dei bus in corso Cavour. Il termine fissato dalla legge per la firma, sollecitata dalla commissione di garanzia, scadrà questa sera. Forse, sulla scelta del primo cittadino hanno influito alcune polemiche, sorte in maggioranza, su questo passaggio. La commissione di garanzia, infatti, aveva basato la propria richiesta di revoca su tre elementi. Oltre alla posizione del comitato per il "Sì" c'erano il potenziamento della linea del 3 Centro e la lettera del prefetto, Attilio Visconti, al sindaco. A questo riguardo, il prefetto non è entrato nel merito del referendum, ma ha chiarito che, in caso di esito della consultazione favorevole alla riapertura, il tema dovrà essere trattato nel Comitato per l'ordine e la sicurezza visto il perdurare dell'allarme terrorismo. Nella giunta politica di lunedì, almeno due assessori avrebbero detto di non menzionare la lettera del prefetto come "causa" del dietrofront sul referendum, ma di fare cenno solo alla nuova disciplina della linea 3 centro. L'obbiettivo, evidentemente, è di evitare di offrire un'immagine dell'amministrazione in qualche modo vincolata a valutazioni fatte al di fuori del Mezzabarba, mettendo invece in evidenza l'azione della giunta. Pare che Depaoli, nella bozza del decreto di revoca, abbia recepito questa indicazione. Ma, sul fronte opposto, alcuni consiglieri ritengono invece che la comunicazione del prefetto vada menzionata nel provvedimento del sindaco, dato che anche il comitato per il "Sì", nel chiedere la revoca della consultazione, vi fa riferimento. Può sembrare una questione di "lana caprina", ma riflette le diverse sensibilità all'interno della maggioranza. Lo stesso consigliere di maggioranza Stefano Gorgoni, in commissione, aveva indicato come prioritaria la decisione della giunta di potenziare la linea del 3 Centro. (f.m.)