Il vincitore: «Che impresa» Simon-rimpianti
MONTE ZONCOLANLe gambette sottili. Ringrazia. Sorride. Non lo faceva così da Grerusalemme, Forse anche da prima. Perché la questione salbutamolo è pesante, l'ombra della squalifica lo turba e quel Giro corso per mandar via i brutti pensieri e dimostrare d'essere il più forte si stava mettendo male. Poi il Kaiser. «Una vittoria magnifica, una tappa molto importante anche per il morale - ha detto Chris Froome - sau una salita da leggenda. Ringrazio tutti, la squadra e i tanti tifosi. Qualcuno un po' più focoso come quel "dinosauro" che a un certo punto ho affiancato e ho dovuto spostare. Prima avevo visto pure Santa Klaus». Ride Froome, alterna l'italiano (da dilettante ha corso in Lombardia) all'inglese. «Faccio gli auguri al principe Henry e alla sua sposa. Il Giro? Non è finito, ma sono a oltre tre minuti di distacco». Ha "sbranato" il mostro in 39'28", un signor tempo. La maglia rosa? Simon Yates è contenta a metà: «Sono felice e deluso - ha detto - volevo prender Froome e vincere la tappa». Poi le prospettive rosa. «Ho guadagnato 31" su Dumoulin, la tappa di Sappada potrebbe essere una giornata buona per fare più distacchi, perché Dumoulin a cronometro potrebbe distanziarmi di oltre due minuti». Chi (purtroppo) non ha di questi problemi è Fabio Aru: ha preso 2'23". «Sono deluso è stata una giornata difficile. Non avevo più forze, non avevo gambe». (a.s.)©RIPRODUZIONE RISERVATA