Operaio muore sotto una lastra Strage continua
LA SPEZIAÈ un'altra morte sul lavoro ad aprire la settimana. Poco prima delle 16 di ieri un operaio croato di 56 anni ha perso la vita in un cantiere navale a La Spezia, in Liguria. La vittima, Dragan Zekic residente a Paese in provincia di Treviso, lavorava in una ditta di appalto nel cantiere Navalmare Spa di Fincantieri a Muggiano, frazione Pertusola, nella zona est della città. Secondo la prima ricostruzione, l'uomo è morto schiacciato da una lastra di cemento mentre lavorava all'ampliamento della banchina di un pontile. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco. La pm Federica Mariucci potrebbe procedere con il sequestro dell'area. In segno di protesta contro l'infortunio mortale di ieri in Liguria, i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil hanno indetto uno sciopero unitario, escluso il settore pubblico impiego, domani di 8 ore. Inoltre dalle 10 alle 12 si terrà un presidio di fronte alla Prefettura di La Spezia. «Fermiamo la strage», è lo slogan della manifestazione. Una morte sul lavoro che arriva a 24 ore dal terribile incidente alle Acciaierie Venete di Padova dove l'altra mattina s'è sganciato un perno e una siviera, un secchione contenente 90 tonnellate di acciaio fuso incandescente, ha investito con il suo flusso bollente 4 operi, di cui tre gravissimi, Marian Bratu, Sergiu Todita e David Federic Gerard Di Natale, e uno dimesso con prognosi di 15 giorni, Simone Vivian. «È stato come un terremoto, un boato che mi ha alzato da terra. Poi, mentre fuggivo, mi sono trovato davanti Todita, che chiedeva aiuto, e ha fatto in tempo a dirmi che sotto c'era l'altro collega - racconta Gianni Gallo, 47 anni, uno degli operai che si sono salvati - Non dimenticherò mai come li ho visti: sembravano "fusi", il calore tremendo gli aveva lasciato addosso solo le scarpe e brandelli dei pantaloni. L'unica cosa che vorrei è rivedere i miei colleghi, bere un caffè con loro, non voglio altro. Al momento dell'incidente - dice - mi trovavo sul piano di colata, quasi all'altezza della siviera. Quando è caduta ci siamo sentiti mancare la terra sotto i piedi. Sono subito scappato lungo la via di sicurezza e scendendo le scale mi sono trovato davanti Todita. Ho iniziato a trascinarlo per portarlo al sicuro. A quel punto è riuscito a dirmi che c'era un secondo operaio a terra, "c'è anche Bratu, aiutalo...". Così dopo averlo lasciato in infermeria sono tornato indietro. E con un altro collega lo abbiamo trovato». I lavoratori dello stabilimento padovano ieri hanno fatto sciopero.