«Consorzio vini, l'ora dell'unità»
BRONI«E' necessario che il nuovo Consorzio coinvolga tutte le aziende vitivinicole del territorio». Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del cda e del presidente dell'ente (si vota oggi pomeriggio, alle 17.30, all'Enoteca regionale di Cassino Po), il presidente della cantina Terre d'Oltrepo, Andrea Giorgi, chiede ai nuovi vertici massima apertura nei confronti di quelle realtà che non si sono mai iscritte o sono uscite dall'ente.«Il Consorzio di tutela è indispensabile per il territorio - sostiene Giorgi - ma solo tutti insieme riusciremo a portare avanti un percorso di crescita, dove si confrontano le idee e gli interessi senza prevaricare nessuno. Con il rispetto c'è spazio per tutti». Secondo il patron di Terre, inoltre, il Consorzio deve adeguarsi ai cambiamenti del territorio, così come ha fatto la cantina di Broni in questi ultimi anni: «Servono strategia e programmazione, serve voglia di fare e non di criticare - aggiunge Giorgi -. In tutti i modi abbiamo dimostrato la nostra apertura con i fatti, anche se alcuni ci hanno sbattuto in faccia la porta, adombrando vecchi pregiudizi di cui non dobbiamo espiare le colpe e che anzi da due anni stiamo combattendo». Giorgi, infine, tende la mano alla cantina sociale Torrevilla, che nei giorni scorsi con il presidente Barbieri ha minacciato di abbandonare il Consorzio se il nuovo cda non garantirà a tutti un'adeguata rappresentanza: «Noi siamo disponibili e propensi al dialogo con tutti e quindi anche con il rappresentante di Torrevilla - conclude il presidente di Terre - All'assemblea voteremo le persone e le loro intenzioni, non certo etichette o istituzioni». Anche il direttore del Consorzio di tutela, Emanuele Bottiroli, richiama il territorio all'unità in vista del voto odierno: «Credo sia importante proseguire in comunione d'intenti perché anche di fronte ai nuovi e preoccupanti fatti di cronaca il Consorzio dev'essere compatto - sottolinea Bottiroli -. Oggi il più grande elettore del territorio, Terre d'Oltrepo, ha una governance rinnovata e ha a cuore gli stessi obiettivi che appassionano chi vuole una piena valorizzazione dei nostri vini e del territorio; sicuramente saprà ancora decidere per il bene collettivo». E lancia un appello alle aziende fuoriuscite: «Sarebbe ora che tutte le imprese che tengono all'Oltrepo rientrassero nella compagine consortile per dire la loro. A mio avviso le ragioni di un continuo braccio di ferro sono progressivamente venute meno. È il momento di una nuova stagione, che rappresenterebbe un messaggio importante agli addetti ai lavori e un passo avanti verso nuovi traguardi».Oliviero Maggi