Centrodestra ancora unito ma la coalizione è in bilico
di Nicola CordawROMAUna notte lunghissima, una giornata frenetica, per vedere poi sfumare una legislatura quasi vinta. Centrodestra primo "ma non basta", è il senso delle parole in privato del presidente Mattarella alla triade Salvini-Berlusconi-Meloni che ha varcato "la vetrata" subito dopo la delegazione dei Cinquestelle. Parole ribadite alla fine della giornata di consultazioni: tempi supplementari non ce ne saranno, il voto estivo è dietro l'angolo. «Ci ho provato in tutti i modi» ha raccontato Matteo Salvini in una diretta su Facebook rivolgendosi ai militanti. E gli ultimi sforzi si sono allungati dal vertice notturno di Palazzo Grazioli fino al faccia a faccia imprevisto di metà giornata con Luigi Di Maio, per convincere Berlusconi a dare il via libera a un governo. Nulla da fare, quello che non è stato possibile superare in 60 giorni non si può ottenere in 12 ore, neppure sotto la minaccia di un voto in pieno solleone. L'offerta domenicale del capo dei Cinque Stelle a farsi da parte per scegliere con Salvini un premier "terzo", era l'ultima spiaggia. L'estremo tentativo per convincere Berlusconi a valutare un sostegno esterno l'ha fatto Giancarlo Giorgetti, che aveva assicurato al Cavaliere una rappresentanza di ministri di area azzurra. «Se non ci vogliono, andiamo a votare» ha replicato il leader di Forza Italia, convinto solo sul rifiuto a votare "un governo di servizio" annunciato da Mattarella. L'incontro tra Salvini e Di Maio, inatteso, aveva illuso per una chiusura del cerchio (non si erano mai incontrati). Ma dopo poco e in diretta sui social network, si è capito che i due leader si sono accordati solo per respingere l'ipotesi del governo di tregua che stava maturando nelle stanze del Quirinale. «Voto subito, si può fare l'8 luglio» dicono, entrando a gamba tesa nelle prerogative del Capo dello Stato che ci mette pochissimo a far filtrare sconcerto e far sapere che quella data non è praticabile. Moniti ignorati, la Lega non si scosta dalla posizione portata al Colle poche ore prima. «O governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, in estate», dice Salvini e a ruota anche Giorgia Meloni ripete il concetto che «spetta a chi ha vinto provarci, altre soluzioni offerte da Mattarella sono incomprensibili». Centrodestra unito, Salvini dice no a Di Maio e resta agganciato a Berlusconi ma sulla data del voto compaiono le prime crepe. «Siamo pronti al voto ma l'estate non è adatta, meglio l'autunno» è la posizione di Forza Italia che invita Lega e Fratelli d'Italia ad ascoltare l'invito di Mattarella, anche «per garantire la partecipazione». Che Berlusconi non volesse un ritorno alle urne così rapido era abbastanza scontato e le pressioni per farlo cedere alle richieste dei Cinque Stelle, avevano fatto leva proprio su questo. Ora Salvini dal Cavaliere si aspetta che «mantenga la parola data e la stessa coerenza». La prova di fedeltà arriverà quando l'esecutivo di garanzia messo in piedi dal presidente della Repubblica, dovrà affrontare il voto delle Camere.©RIPRODUZIONE RISERVATA