Strade colabrodo, servono 40 milioni

di Stefania PratowVILLANTERIO«Sistemare le strade più a rischio del territorio provinciale costerebbe 40 milioni di euro». Il presidente della Provincia Vittorio Poma squaderna l'entità dell'investimento necessario per mettere in sicurezza i 600 chilometri di arterie più compromesse dove sarebbero necessari interventi radicali. «Denaro che servirebbe solo per riportare la viabilità in condizioni decorose. Denaro che non abbiamo», precisa Poma che chiede ai Comuni di collaborare, almeno tamponando le situazioni di emergenza, e ricorda che, codice della strada alla mano, sono almeno 300 i chilometri di provinciali che, per le loro caratteristiche, dovrebbero essere declassate a strade di competenza comunale. Una decisione che, sostiene il presidente, «metterebbe in forti difficoltà gli enti comunali». «Per questo - aggiunge - chiedo la collaborazione dei Comuni». Poma parla a oltre 180 persone che, venerdì sera, hanno voluto essere presenti all'incontro organizzato a Villanterio, nell'aula Magna della scuola elementare. Una quindicina di sindaci e tanti cittadini perché, spiegano, loro quelle strade le percorrono tutti i giorni. E sono tutti consapevoli delle condizioni precarie di quelle arterie, spesso strette, costellate da buche profonde diversi centimetri, e dei rischi legati ad una viabilità così fortemente compromessa, con l'asfalto che si sgretola alla prima pioggia, con la mancanza di segnaletica orizzontale, con l'assenza di guard rail in alcuni punti. Ma sono le strade su cui si viaggia ogni giorno e più volte nello stesso giorno. Proteste che i sindaci conoscono bene e che girano a Piazza Italia. Che ammette l'assenza di risorse e chiede l'aiuto dei Comuni, perché sono 1.200 i chilometri di competenza provinciale «su cui si dovrebbe intervenire in modo serio». «La Provincia può acquistare il materiale, l'ente comunale può impiegare la propria mano d'opera». Ecco la proposta del presidente Poma, un accordo da trasformare in convenzione. E sono già una ventina gli amministratori che hanno dato la loro disponibilità. Mentre tra i «no» spicca Villanterio. Per il sindaco Silvio Corbellini «bisogna arrivare ad una chiara definizione dei ruoli». «La Provincia chiede aiuto e la Regione, a cui tocca trovare i fondi per la nuova società, che dovrà occuparsi della manutenzione delle strade, sta prendendo tempo - spiega Corbellini -. Si rischia di non uscire da questo stallo, mettendo in forti difficoltà i Comuni». Ha invece detto «sì» Marzano, «intendiamo sanare le situazioni più a rischio», dice il sindaco Angelo Bargigia. Ed è pronto a collaborare il primo cittadino di Magherno, Giovanni Amato, che però precisa: «La situazione è diventata insostenibile. Esistono condizioni serie di pericolo ed esistono anche motivi economici. Non va infatti dimenticato che qui ci sono attività commerciali e produttive che risentono fortemente della pessima situazione delle strade che, peraltro, blocca ulteriori investitori». Daniele Mandrini, alla guida di Gerenzago, fa sapere che ha già stabilito di investire una parte dell'avanzo di amministrazione nella manutenzione di alcune strade provinciali che attraversano il territorio comunale. «Asfalteremo le piazze Moro e Umberto I e un tratto di via Villanterio».