i corsi

Il corpo bandistico "Città di Mede" vuole tornare a essere uno dei punti di riferimento musicali della Lomellina, così come lo è stato dal lontanissimo 1851, quando fu istituita la Società filarmonico-militare.Il sodalizio diretto da Dafni Pinzone sta vivendo una fase difficile della sua vita ultracentenaria: il problema più grande è rappresentato dalla carenza di musicisti. «Oggi - spiega il presidente Franco Farioli - siamo 18, di cui solo sei residenti a Mede: la ripetuta distribuzione di volantini informativi anche nelle scuole di Mede e dei paesi limitrofi non ha sortito gli effetti sperati. Ciò che ci sprona a continuare, oltre al piacere di offrire musica alla comunità di Mede, è la convenzione con l'istituto superiore di studi musicali "Franco Vittadini" di Pavia, che prevede una collaborazione a livello musicale e logistico». La banda musicale di Mede, con sede in corso Italia, si è ricostituita l'ultima volta nel novembre 2014 nonostante le difficoltà relative al sempre carente organico: dal febbraio 2015 ha effettuato numerosi servizi musicali sia di carattere religioso sia di intrattenimento, fra cui l'apertura dell'annuale Palio d'la Ciaramèla.«Il nostro interesse è rivolto anche alla scuola di musica, operativa dal 2016 - dice ancora il presidente Farioli - Speriamo di ricevere molte adesioni: a questo proposito, lancio un appello ai medesi, giovani e adulti, e anche ai cittadini dei paesi della bassa Lomellina e dei territori limitrofi». La banda di Mede è una delle più longeve della provincia di Pavia. Fu fondata nel 1851, quando Mede apparteneva ancora al Regno di Sardegna e alla Provincia di Lomellina con capoluogo Mortara. Una sottoscrizione volontaria consentì ai medesi di dare vita a un sodalizio bandistico per «l'insegnamento gratuito della musica strumentale a quelle persone che saranno dai soci prescelte». Nello specifico, le persone prescelte erano aggregate alla Milizia nazionale e formavano la Banda militare nazionale di Mede. La società era formata dai soci fondatori, cioè che avevano versato tre azoni da cinque lire piemontesi o che entrando avevano pagato la somma di 50 lire, e dai soci ordinari, cioè «quelli che si iscriveranno per minor somma». Chi voleva far parte della banda doveva essere iscritto nei ruoli della Milizia nazionale e risiedere stabilmente a Mede. La sede fu ricavata in una sala di proprietà dei fratelli Pallestrini. Il primo maestro, Luigi Pizzocaro, è nominato per quattro anni. Nel 1856 il maestro della banda è un tale Keller, licenziato l'anno successivo e sostituito dal pavese Luigi Gatti di Pavia. Ma già nel 1858 si registrano i primi problemi. Il sindaco Gaspare Massazza fa rilevare che i musicisti non forniscono più i servizi richiesti «abusando invece degli abiti di uniforme e degli strumenti di musica». Il pavese Gatti è licenziato e dal 4 dicembre la società e la banda si sciolgono. Divise e strumenti sono messi in vendita «per pubblico incanto» per pagare i debiti. Poi a Mede la musica tace fino al 1919, quando si formano addirittura due bande: la Società del Buonumore, diretta dal maestro Mazzola, e la Banda dell'oratorio, diretta da don Francesco Maragnani. Anche queste due sigle non hanno vita semplice perché si sciolgono per essere ricostituite il 27 settembre 1955 in un unico corpo bandistico, che nel 1973 si fonde con il circolo artistico "Giuseppe Amisani". Nel 1994 una terza rifondazione vede la nascita del corpo bandistico "Città di Mede-Scuola musicale a orientamento bandistico". Nel 2014 l'ultima rifondazione, 163 anni dopo la prima.Umberto De Agostino