«Nessuna violazione fiscale per le ditte AL e FL Costruzioni»

Inoltro la presente in nome e per conto delle società AL Costruzioni Srl ed FL Costruzioni Srl , relativamente all'articolo pubblicato sulla Provincia Pavese il 19 aprile: "Scoperta evasione fiscale da 2,3 milioni. Bereguardo. Blitz dei Carabinieri in due cantieri edili". Nel cantiere di Bereguardo di via Tagliabue e via della Roveda, la società AL Costruzioni Srl ha concesso in appalto a FL Costruzioni Srl la realizzazione delle villette e del poliambulatorio. Ebbene, alcuna delle predette società, ad oggi, ha contestazioni in merito a presunte utilizzazioni in modo fraudolento di ipotizzati crediti di imposta.Non solo, se si considera che, il regime IVA si applica soltanto tra Committente (AL Costruzioni Srl) ed Appaltatrice (FL Costruzioni Srl), mentre per i subappaltatori vige il c. d. regime IVA del reverse charge ex art. 17 DPR 733/1972, l'allusione alla presunta violazione in modo fraudolento del credito di imposta a cui fa riferimento l'articolo non può essere riferita né alle predette società (che ad oggi nulla hanno ricevuto), né tanto meno al cantiere di Bereguardo sito in via della Roveda e Tagliabue (...).Difatti, il presunto utilizzo del credito d'imposta in modo fraudolento, neppure può configurarsi in capo ai subappaltatori i quali, per le proprie spettanze, fatturano all'appaltatrice (FL Costruzioni Srl) in regime di reverse charge ex art. 17 DPR 733/1972, ossia senza applicazione dell'imposta sul valore aggiunto. Ne consegue, quindi, l'impossibilità alla formazione di alcun credito di imposta in modo fraudolento.Le suddette precisazioni, risultano doverose ai destinatari della presente poiché, quanto riportato nell'articolo in oggetto non può riguardare il cantiere di via Roveda e Tagliabue , né tantomeno le società AL Costruzioni Srl ed FL Costruzioni Srl.(...) In riferimento, poi, alle "sempre presunte" violazioni in materia di sicurezza, non risponde neppure al vero quanto riportato nel suddetto articolo. Basti considerare che a seguito del "blitz dei Carabinieri", non è stato neppure disposto il fermo cantiere poiché non vi erano le condizioni di pericolo paventate nella predetta pubblicazione; il ponteggio, oltre che ancorato e regolarmente installato era sicuro e certificato.Le imprese interessate ed i rispettivi consulenti, unitamente alle controdeduzioni inviate all'Ispettorato Del Lavoro ed in relazione alle quali sono tutt'ora in attesa di riscontro, per mero scrupolo difensivo hanno prodotto relazione integrativa attestante la stabilità e sicurezza del medesimo ponteggio. Del tutto priva di fondamento, risulta, poi, l'assenza di documentazione al riguardo posto che i verbali ispettivi e quelli di restituzione redatti da parte dell'Ispettorato Del Lavoro certificano l'acquisizione di quanto richiesto dalla normativa vigente in materia di sicurezza. (...) Peraltro, oltre all'infondatezza di quanto riportato nell'articolo in questione, ciò che lascia veramente sconcertati è il fatto che la Provincia Pavese è stata notiziata antecedentemente alla Committente ed alle imprese appaltatrici e subappaltatrici le quali, ad oggi, nulla hanno ancora ricevuto. Anzi, le medesime sono tutt'ora in attesa di riscontro da parte dell'Ispettorato del Lavoro alle controdeduzioni ai verbali ispettivi. Eppure, le mie assistite hanno appreso dagli organi di stampa della "presunta multa" di EUR 380.000,00 che sarebbe stata loro comminata.Avvocato Pasquale Trimboli, MilanoPrendiamo atto delle precisazioni dell'avvocato Trimboli ma per chiarezza riepiloghiamo i fatti. L'operazione di cui abbiamo dato conto nell'articolo del 19 aprile è stata condotta dai carabinieri del nucleo operativo di Pavia, insieme al nucleo carabinieri ispettorato del lavoro e al personale della stazione di Bereguardo presso i due cantieri edili siti a Bereguardo in via Tagliabue e in via della Roveda. L'operazione è stata oggetto di un comunicato ufficiale. A conclusione dell'operazione, i carabinieri hanno deferito all'autorità giudiziaria, tra gli altri, il titolare della ditta edile "A.L. Costruzioni" con sede a Vernate e il presidente del cda della ditta edile "F.L. Costruzioni" con sede a Vernate, in relazione a una serie di presunte violazioni della normativa sulla sicurezza, che l'avvocato Triboli qui sopra contesta.Al termine della stessa operazione, e in relazione al cantiere sito in via della Roveda a Bereguardo, i carabinieri hanno deferito all'autorità giudiziaria l'amministratore unico della ditta edile "Co.Re.Sa srl" di Milano, l'amministratore unico della ditta edile "Cibiesse srl) di Milano, e il già amministratore unico della stessa ditta per una serie di violazioni fiscali, tra cui l'intestazione fittizia di quote societarie e di rappresentanza legale; truffa allo Stato per indebita compensazione di imposte, tasse, contributi e premi previdenziali e assicurativi. Il bilancio dei carabinieri è quindi stato: contributi Inps evasi pari a 1.641.423 euro; premi Inali evasi pari a 199.401 euro; imposte, tasse e tributi evasi pari a 479.592 euro.Resta ovviamente inteso che sia le violazioni della normativa sulla sicurezza contestate che quelle fiscali segnalate dai carabinieri dovranno passare al vaglio di un giudice, davanti al quale la difesa potrà far valere le proprie ragioni.