Addio al custode della storia bronese
BRONIÈ morto nell'abitazione di via Emilia, mentre stava lavorando alla sua ultima opera, un'enciclopedia dei personaggi bronesi famosi. Ieri mattina, dopo una breve malattia, si è spento Gerolamo Baldi, per tutti semplicemente Mino, 88 anni. Lascia la moglie Clorinda, la figlia Paola e i nipoti Leonardo, Caterina e Alessandra. Bancario per tre decenni, si avvicina con passione al mondo dell'arte e della cultura. Si afferma nei campi della pittura, scultura, lavorazione della ceramica, archeologia, ed è autore di numerosi libri sulla città. Per anni è instancabile bibliotecario della parrocchia San Pietro Apostolo. Tra le sue opere, «Bron re di pais», tre volumi, pubblicati nel 2007, 2009 e 2011, in cui, attraverso una serie di immagini fotografiche, documenta la trasformazione di Broni nel corso degli anni, la sua storia, i suoi cittadini più illustri e gli edifici di pregio, anche meno noti, come palazzo Gambarana in frazione Vescovera, o l'ex asilo Garibaldi. Poi nel dicembre 2015 il «Dizionario dialettale bronese - italiano»: Baldi prende in esame diversi vocaboli che sono oramai scomparsi. Il volume si arricchisce di una parte con foto d'epoca: immagini tratte dall'archivio del mastro vignaiolo Lino Maga. Nel libro, sono contenuti due stralci di commedie dialettali e una sezione dedicata alla fonetica della lingua bronese. A Broni si fa promotore di due circoli storici: nel 1984 fonda il Circolo fotografico e l'anno seguente il Gruppo archeologico bronese, di cui era ancora il factotum. Nell'aprile del 2009 è insignito della benemerenza civica di San Contardo. La notizia della sua scomparsa ha scosso gli ambienti culturali della città: «L'ho visto proprio nei giorni scorsi - spiega Francesco Bergonzi, autore di un libro sul poeta dialettale Gino Cremaschi - perché mi ha consegnato il materiale per la pubblicazione della sua ultima fatica, un'enciclopedia sui personaggi famosi di Broni. Ovviamente mi impegnerò per portarlo avanti. Era un personaggio, la sua scomparsa è una grave perdita per la città». «Mino era, anzi è, unico, perché con un entusiasmo incredibile è stato in grado di realizzare un lavoro immenso su Broni e non solo - aggiunge Ernesto Bongiorni, consigliere comunale con delega alla cultura - ricordo la mostra sulla pittrice Albertina Rovati, la ristampa del primo libro di Gino Cremaschi, la pubblicazione delle poesie di Antonio Dominione, una delle primissime mostre di ceramiche da lui organizzata, i volumi per celebrare "il re dei paesi", perché Mino è stato scettico, fin da subito, sulla denominazione di "città". Ricordo infine il suo interesse quando erano stati rinvenuti i reperti archeologici in località Sorino, quindi in piazza Vittorio Veneto e in via Togni. Fu lui ad insistere perché rimanessero in città». Nella chiesa di Santa Marta questa sera sarà recitato il rosario, alle ore 19.30; domani, alle 15, il funerale.Franco Scabrosetti