L'OPINIONE

È una battaglia che abbiamo perso tutti, anche voi e io, la notizia, con tanto di supporto video, che numerosi giovani bulli sparsi per l'Italia, dal Nord al Sud, umiliano e insultano e minacciano i professori in classe, di fronte ai compagni. Tutti sentiamo una sensazione di sconfitta e d'impotenza. Anche i compagni di classe, che vedono gli insegnanti incassare a testa bassa gli sfottò e gli improperi.Questa impotenza e questa sconfitta fanno male alla scuola, agli scolari, ai docenti, ai presidi, e ai genitori degli studenti. Più a lungo dura la sconfitta, più grave è il male che produce. In che termini dovrebbe stare, a qualche giorno di distanza dai fatti, la notizia sui giornali e sulle televisioni? Questi: i bulli espulsi dalla classe, non riammessi per lungo periodo, con garanzia di bocciatura finale annunciata fin da adesso. Espulsione e bocciatura comunicate ai genitori per lettera a mano. Ma poiché l'espulsione di un bullo che insulta e minaccia un professore in classe, durante la lezione, va inflitta subito, mentre le minacce sono in corso, se l'alunno è minorenne, si chiamano al cellulare i suoi genitori, li s'informa esaurientemente che il figlio è espulso dalla scuola in quel momento per pessima condotta, e si chiede loro che se lo vengano a prendere, seduta stante. Il figlio li aspetterà al cancello della scuola, sorvegliato da un bidello.Noi oggi, e i compagni di classe del bullo, dovremmo conoscere le scenate che i genitori fanno al bullo, i rimproveri con cui lo portano via, e sapere cosa fa dal giorno dopo lo studente espulso. Se si ripresenta alla scuola supplicando di essere ripreso, dovremmo sapere come fa, con quali parole, con quali promesse.La minaccia più grave che un bullo ha rivolto al suo professore è stata questa: «Chi comanda qua?» Già, chi comanda là? Siamo in una scuola statale, quindi dovrebbe comandare lo Stato. Ma visto come sono andate le cose, chi degli alunni ha capito che comanda lo Stato? Nessuno.Se le cose fossero andate come qui proponevo, espulsione immediata, quanti alunni capirebbero che lì comanda lo Stato? Tutti. È importante questa comprensione? Fondamentale. È la cosa più importante che un ragazzo possa imparare a scuola: il ragazzo che se ne frega dello Stato e pretende di comandare più dello Stato, danneggiando la classe durante le lezioni, sarà domani un impiegato statale assenteista e "furbetto", che non farà il suo dovere, danneggiando i compagni d'ufficio. C'è appena stato un caso del genere a Gorizia: dipendenti della Regione Friuli Venezia Giulia che timbravano il cartellino e poi, invece di restare a lavorare, uscivano di soppiatto da una porticina posteriore e andavano nella vicinissima Slovenia a giocare al casinò.Quale doveva essere la giusta conclusione di quella notizia? Questa: al ritorno in ufficio gli impiegati assenteisti dovevano trovare sul tavolo la lettera di licenziamento in tronco. C'è tanta mancanza di lavoro in Italia, voi siete fortunati, avete un lavoro comodo e sicuro, ben pagato, e vi permettete di fare i furbi, intascando lo stipendio e scappando di nascosto invece di compilare le carte al vostro tavolo? La notizia del licenziamento in tronco sarebbe benefica per i nostri uffici, i tanti impiegati che lavorano con coscienza lavorerebbero con più coscienza, mentre la notizia che alcuni di questi "furbetti" avevano già fatto lo stesso scherzo, una fuga in Slovenia in orario lavorativo, sei mesi fa, eppure sono ancora al loro posto, seduti alle loro scrivanie quasi come nulla fosse, questa notizia fa male, molto male, a tutti, anche a voi, anche a me. Perché dà l'idea che il nostro Stato, lo Stato italiano, non c'è, non reagisce, non si difende, non funziona. Tutti dicono che le norme ci sono, basta applicarle.Ma se ci sono e non vengono applicate, è proprio come se non ci fossero. fercamon@alice.it©RIPRODUZIONE RISERVATA