UN'EUROPA "VITTIMA" DEL DIESEL
di VALERIO BERRUTIArriva il primo bilancio per l'Europa dell'auto. È quello delle vendite che chiudono con un dato appena positivo (+0,6%) ma incassano anche un mese di marzo per la prima volta negativo (-5,2). Sono numeri che vanno e vengono e quindi non dovrebbero preoccupare. Tant'è che proprio il centro studi Promotor, guidato da Gian Primo Quagliano, si è affrettato a precisare che «sul risultato negativo del mercato europeo pesa il fatto che in molti paesi le giornate lavorate nel mese sono state una o due in meno sul marzo 2017». Dunque, è vero che sono numeri che vanno e vengono. Quasi vero perché ancora secondo Quagliano «la demonizzazione del diesel potrebbe cominciare a indurre i moltissimi automobilisti che posseggono un modello a gasolio pronto per la sostituzione a rinviare l'acquisto della nuova auto. E se questa ipotesi trovasse conferma dovremmo rivedere tutte le previsioni». I dati, parlano chiaro e indicano che l'addio al diesel è iniziato. In Germania, nel primo trimestre le immatricolazioni sono diminuite del 21% a vantaggio specie delle versioni a benzina che però non sono certo riuscite a recuperare la perdita. In Gran Bretagna il crollo è arrivato addirittura al 33%.Persino dall'Italia da sempre al vertice della percentuale di diffusione del diesel arrivano segnali di arretramento (-9%). E l'imputato numero uno del crollo delle vendite diventa proprio il diesel. Forse si poteva prevedere. @valerio__berruti©RIPRODUZIONE RISERVATA