IN CASTELLO nL'AFRICA CHE CHIEDE AIUTO

di MARIA GRAZIA PICCALUGAUna panca di legno come letto. Il dispensario nel poverissimo villaggio rurale di Biafia, non ha nemmeno quella. E' inagibile. A Bilekrò, pochi chilometri di distanza nello stesso profondo sud della Costa d'Avorio, invece funziona finalmente a pieno tempo. Molto lavoro compiuto e altro ancora da portare a termine in un Paese dove la mortalità maternaresta una piaga a causa dei parti non assistiti. L'Agenzia 1 per Ayamè - nata nel 1991 al collegio Ghislieri per volontà di 50 cittadini pavesi - vuole raccontare per immagini una parte di quanto è stato realizzato finora grazie al contributo dei suoi numerosi sostenitori e sensibilizzare su quanto ci sarebbe ancora da fare.Il messaggio questa volta arriva attraverso una mostra fotografica: "Je suis ici. Sguardi e luoghi della Costa d'Avorio" aperta dal 20 al 25 aprile nella sala degli Affreschi del castello di Belgioioso: una quarantina di scatti in bianco e nero realizzati da Marco Morandotti, ingegnere, docente all'Università di Pavia ed esperto di progettazione sostenibile nei Paesi in via di sviluppo e nel global south, in particolare in Costa d'Avorio, Kenia e Colombia. «Ho scattato queste fotografie nel corso di due missioni per l'Agenzia 1, nel 2014 e nel 2016 - spiega Morandotti - Ho visitato dieci dispensari rurali, alcuni già ristrutturati dalla ong pavese e altri in attesa di esserlo. La mostra ha anche questo scopo: raccogliere fondi per sostenere le numerose attività in corso». Tra queste anche quella della Pouponnière di Ayamé, diretta con passione da Emi Massignan, volontaria italiana che si è trasferita in Africa. La struttura accoglie fino a 60 bambini in stato di grave disagio. L'Agenzia attualmente contribuisce alla gestione dell'asilo nido (il cui bilancio annuo complessivo è pari 160mila euro) destinandogli circa l'80 per cento delle risorse necessarie.«Sono due racconti che si intrecciano - aggiunge Marco Morandotti -. L'esposizione racconta, con stile diretto e non posato del reportage di viaggio, uno spaccato della realtà quotidiana di quei luoghi, attraverso gli sguardi di adulti e bambini che vi si incontrano e attraverso la rappresentazione degli spazi che attraversano, dalla Pouponnière di Ayamé fino ad alcuni remoti dispensari rurali». «La cooperazione con i villaggi della brousse sta producendo risultati importanti - sottolinea il presidente dell'Agenzia 1 Ernesto Bettinelli - . Ogni giorno lì si raccoglie, attraverso piste e sentieri che si perdono nella foresta, una folla di persone, adulti e bambini, che tra quelle mura dipinte di un azzurro ormai sbiadito da tempo, spesso cadenti, attendono silenziosi un medico o una medicina, senza alcuna garanzia di vedere né l'uno né l'altra. Rino Rocchelli, nel corso della sua ultima missione, ha visitato il poverissimo villaggio rurale di Biafia dove l'attuale dispensario è pressoché inagibile e necessita di rilevanti interventi di ristrutturazione. L'Agenzia si prenderà cura anche di questa situazione».«Nelle immagini scattate nei dispensari, quasi tutte in interni, fatti di spazi scuri in cui la luce violenta dell'esterno irrompe a volte violenta come una ferita, sguardi e luoghi si alternano, come in una rete di reciproci rimandi, fatta di storie insieme individuali e collettive - spiega Morandotti -. Queste immagini raccontano senza finzioni quelle storie, vissute quotidianamente da persone senza voce. Le immagini dei bambini della Pouponnière restituiscono al contrario un ambiente meno cupo e oppressivo, caratterizzato da una luce più calma e morbida, in cui i bambini sono i protagonisti assoluti. Nei loro occhi si leggono il dolore e la speranza e, a volte, un sorriso che li illumina come il sole alla fine delle piogge». La mostra è prodotta da photoSHOWall, la parete fotografica made in Pavia, per il proprio circuito di installazioni permanenti e temporanee. Inaugurazione venerdì 20 alle 18.