Il traffico e le sbarre il Pd incalza la giunta «Il Put non ne parla»
VIGEVANO«Il superamento dei passaggi a livello? Ne riparliamo nel 2019». A parlare così è l'assessore Luigi Pigola, che ha la delega alla viabilità e che a breve porterà in consiglio comunale una variante al Piano urbano del traffico (Put). Vigevano da 164 anni deve fare i conti con i binari della ferrovia: ovviamente il problema è scoppiato principalmente dalla metà degli anni Novanta in poi. Sotto la giunta Bonecchi vennero chiusi i transiti ferroviari di Valletta Fogliano (superato con un sottopasso) e quello della Portalupa in Faenza alla frazione Morsella (scarsissimo traffico). L'apertura del quinto lotto della tangenziale ha permesso di sopprimere anche quello di corso Torino, lasciandone attivi ancora 5: uno è alla tenuta Scoglio, sul confine comunale con Mortara e Parona, mentre altri tre (corso Milano, via Matteotti e corso Pavia) sono autentiche ferite nel cuore della città. L'ultimo, in via Santa Maria, è superato da un sottopasso realizzato negli anni Sessanta. «Voglio un incontro con Pigola - dice il capogruppo del Pd Emanuele Corsico Piccolini - perché non siamo convinti delle soluzioni per l'area della stazione né abbiamo saputo nulla di certo sui passaggi a livello». In ogni caso la discussione non sarà immediata: nell'ordine del giorno della seduta del 27 aprile del Consiglio non ci sarà la variante al Put. «Voglio tranquillizzare tutti - spiega Pigola - in questa fase non si affrontano i passaggi a livello. La variante contiene solo alcune soluzioni viabilistiche: degli attraversamenti ferroviari parleremo a fine 2019». Qualche particolare sul prossimo futuro però emerge. Corso Milano e via Santa Maria avranno un tunnel in senso unico; in Corso Pavia è possibile sempre spingersi sotto terra, mentre in via Matteotti ci sono seri problemi per la presenza sotto e a lato della strada del Naviglio Saporiti. «Anche l'idea di scavalcare l'area ferroviaria tra via Gramsci e viale Mazzini - prosegue Pigola - rischia di essere di difficile attuazione». Di questa sopraelevata si parla da una ventina d'anni. «I tempi dei passaggi a livello sono troppo lunghi - rincalza Corsico Piccolini - Abbiamo chiesto più volte a Rfi di ridurli perché altrimenti la fila delle automobili in sosta finisce col bloccare corso Brodolini. Ho anche delle perplessità su come si vuole gestire in questa fase il transito degli autobus extraurbani nella zona adiacente alla stazione: andrebbero spostati da lì il prima possibile». La soluzione che è stata prospettata nella prossima variante del Put prevede di mettere sperimentalmente a senso unico il tratto di corso Pavia da via Cairoli verso il Ponte della Giacchetta, trasformando l'attuale rotonda in una rotatoria "alla francese", cambiando quindi i diritti di precedenza. «Non vorrei che si trattasse di quanto già visto attorno al cavalcavia La Marmora - conclude Emanuele Corsico Piccolini - con sensi unici schizofrenici ». Oliviero Dellerba