Il Cav torna sul predellino «Niente ordini dai 5 Stelle»

di Francesco GrignettiwCAMPOBASSOÈ tornato ed è proprio lui. Il presidente operaio, il politico che racconta le barzellette, il pignolo che fa sistemare per benino le fioriere, il leader che sale sul predellino di una macchina e arringa la gente. Silvio Berlusconi. È in Molise per la campagna elettorale. Ma con il colpo di teatro dell'altro giorno al Quirinale, da consumato primattore, si è riconquistato il palcoscenico. E ora se la gode. A Termoli arriva con l'elicottero. Si capisce subito che è in vena. Perciò alla prima ragazza che incontra: «Ma tu così mi dai la mano? Non troverai mai un marito». La poverina ci resta male: ma io sono fidanzata... E lui: «Allora non ti sposa». Rieccolo, insomma, a dosare sapientemente sacro e profano. Su Luigi Di Maio, picchia duro. È quando sale sul predellino dell'auto che scandisce: «Nessuno può dire: tu sì, tu no. Queste sono cose inaccettabili in una democrazia. Non disperdiamo consensi a favore di chi non offre nessuna possibilità di trovare soluzioni per i problemi del Paese». Siccome il Molise ha appena votato massicciamente per i grillini, Berlusconi sa che c'è da scalare una montagna. Arriva a San Giuliano che è un luogo simbolo del suo operato e scatta una classica operazione simpatia. Qui nel 2002 venne giù una scuola per un terremoto che non era nemmeno tanto forte. Alla fine furono 27 i bambini morti, più la maestra. Il Silvio nazionale fa tappa al memoriale dove un tempo era la scuola. «Non posso dimenticare lo strazio». Un attimo dopo, però, torna il gioviale di sempre in un trionfo di selfie. Alla bambina di 6 anni: «Io alla tua età ne avevo 8». All'anziano sostenitore, che non ne può più di Di Maio e che lo invita a passare alle spicce, un sorriso appena mascherato e una pacca sulla spalla. Alla bella ragazza, «ciao cara». La gente c'è, magari non la folla di un tempo, ma comunque in tanti vogliono stringergli la mano. Un vecchietto si commuove ripensando ai bambini morti. E lui: «Io quel giorno c'ero». È tornato il tempo di girare tra la gente, insomma, per Berlusconi. Di stringere mani. Di mettersi in posa per le foto con i bambini. Di benedire la folla. A un fan, che lo incoraggia a tenere duro, risponde serio: «Io ce la metto tutta».Si arriva intanto nel borgo vecchio di San Giuliano. La folla è cresciuta anche se non è mai strabocchevole. Silvio vuole visitare la chiesa. A una signora che timidamente lo saluta, «ma lei lo sa che il restauro della chiesa l'ho seguito io, particolare dopo particolare? È venuta bene, no? Ma ci andate in chiesa?». E al sindaco, Luigi Barbieri: «Vi prometto che se nasce un governo di centrodestra, un consiglio dei ministri lo facciamo qui». Che è un modo come un altro per rimarcare che, in fondo, decide lui. Il colpo d'occhio del borgo vecchio lo soddisfa. «Al tempo del terremoto sono venuto tre volte. Stavolta ho avuto il piacere di constatare che questa comunità ha ritrovato la voglia di vivere. San Giuliano è diventato un paese accogliente. Se possibile, abbiamo risarcito il dolore di quelle mamme e quei padri». Ma in una campagna elettorale tutto deve andare di corsa. Una battuta seria alle televisioni su Mattarella, verso cui nutre «completa fiducia», e via di nuovo a stringere mani. C'è un vecchio fermo contro un muro della sua antica casa di pietra. Gli si fa sotto: «Quanti anni hai?». Quello: «Sono del '43». Gli sorride: «Sei giovane da far schifo». E via così con le gag. Un altro ancora con i capelli bianchi. «Silvio, sei forte!». Gli si avvicina all'orecchio. Grassa risata di tutti e due. Berlusconi passa oltre e l'uomo si confida al vicino: «Sempre con 'ste barzellette. Mi ha chiesto se mi tira ancora...». Ma ora Il Cavalieere scappa. Lo aspettano a cena a Campobasso. ©RIPRODUZIONE RISERVATA