«Ci mancherà la bontà di Lole»

STRADELLA«Ciao Lole, un uomo vero, persona unica e straordinaria, sempre disponibile, unico». Una chiesa parrocchiale gremita di persone ha dato, ieri pomeriggio, l'ultimo saluto a Pier Antonio "Lole" Chiesa, il dirigente sportivo dell'OltrepoVoghera, scomparso il giorno di Pasquetta a 61 anni, dopo aver combattuto fino all'ultimo contro un male incurabile. Attorno alla famiglia, alla mamma 91enne Delia, alla moglie Claudia, al figlio Nicolò, si sono stretti tanti amici, colleghi di lavoro, ma soprattutto il mondo rossonero dell'OltreVoghe venuto a dare l'ultimo saluto al suo insostituibile segretario amministrativo. Tra la folla c'erano diversi membri del direttivo della società: Fabrizio Bonfoco, Bruno Rebasti, Luigino e Alessandro Maggi, ma anche una rappresentanza dei ragazzi della Juniores, Andrea Balestra e l'ex presidente Lino Gaffeo. Presenti anche Flavio Vercesi, Giacomo Brega, il sindaco Piergiorgio Maggi, gli amici dell'Apos (con il presidente don Cristiano Orezzi), della Portalberese e quelli del Gsca (Gruppo sportivo ciclo amatori) di Stradella, con cui Chiesa condivideva la passione per le due ruote.«Voglio dire grazie a Pier Antonio - ha esordito nell'omelia il parroco don Pietro Lanati, che ha celebrato il funerale insieme al parroco di Cigognola, don Tonino Moroni - per la sua bontà, il suo cuore grande, la disponibilità ad aiutare e a mettersi al servizio, per l'intelligenza e la sua bella e vera umanità. Per questo era ben voluto e stimato da tutte le persone che lo hanno conosciuto e che hanno collaborato con lui. Questa presenza molto numerosa vorrà pur dire qualcosa». Don Lanati si è poi rivolto ai familiari: «Pier Antonio è stato un dono prezioso - ha aggiunto il sacerdote - che ha saputo essere punto di riferimento e presenza luminosa in ogni posto dove si è trovato ad operare». Al termine della celebrazione, Alessandro Maggi, responsabile della comunicazione della società rossonera, accompagnato da due giovani giocatori, ha voluto ricordare Lole a nome di tutta la famiglia dell'OltreVoghe: «Lole ha perso la battaglia contro il "mostro", ma alla fine vincerà la guerra - ha detto Maggi, visibilmente commosso -. Oggi è arrivato in cima alla salita, taglierà il traguardo ed entrerà dalla porta principale, nei meandri del Paradiso». Poi, il saluto finale: «Oggi, caro Lole, si gioca l'ultima tua partita - ha concluso l'amico -. Per l'occasione gli spalti sono tutti gremiti. Questa bellissima chiesa della tua Stradella tifa tutta per te. E, alla fine, la tua squadra del cuore ha vinto e il gol del successo l'hai segnato tu. Ora vai a raccogliere le pacche sulle spalle dei tuoi compagni, i complimenti del mister, poi sali sul pullman, destinazione Paradiso, dove meriti di stare. I tuoi amici e colleghi di campo ti salutano e soprattutto ti ringraziano. Non vederti più arrivare con la tua magica valigetta e il pc non sarà più la stessa cosa». Il feretro è uscito dalla chiesa tra due ali di folla, poi è stato tumulato nel cimitero cittadino. Oliviero Maggi