Broker ucciso, indagini sul lavoro

PAVIAAlberto Villani, il broker pavese di 37 anni, ucciso nel sud del Messico, «era coinvolto in affari illeciti». È quanto sostiene l'ufficio del procuratore dello Stato di Morelos in un comunicato senza peraltro fornire ulteriori dettagli. Il comunicato rivela inoltre che il cadavere è stato scoperto il 20 marzo scorso a Tlaltizaplan (ello stato di Morelos, circa 100 km a sud di Città del Messico) probabilmente il giorno stesso dell'omicidio. Affermazioni naturalmente al momento tutte da verificare, su cui la procura messicana ieri sera non ha fornito altri dettagli.A Pavia Alberto Villani lascia la compagna Astrid Rodriguez, originaria dello stato centroamericano di El Salvador, e due figli piccoli. La donna è già stata ascoltata informalmente in questura. All'inizio della settimana prossima dovrebbe essere interrogata nuovamente: questa volta però in forma ufficiale, su delega della procura di Roma. E' infatti il tribunale della capitale ad avere la competenza sui casi di italiani assassinati all'estero.Villani è stato trovato chiuso in un sacco di plastica, ucciso da due colpi di pistola alla testa: un'esecuzione in piena regola. La notizia del ritrovamento del corpo è stata data solo sei giorni dopo la presunta data dell'omicidio, e cioè il 26 marzo, quando la compagna di Villani aveva fatto pressanti richieste all'ambasciata italiana di Città del Messico. La polizia locale aveva fatto un sopralluogo nell'hotel in cui l'italiano abitava dal 23 febbraio. «Alberto aveva previsto di stare in Messico un paio di mesi - spiega la compagna - Era l'intermediario per l'apertura di alcuni uffici di una società finanziaria. Ci sentivamo tutti i giorni al telefono». In albergo, la polizia aveva scoperto che il cliente non rientrava da diversi giorni e che erano spariti i suoi effetti personali tra cui alcuni anelli e orologi. Poi il ritrovamento a Tlaltizapan, una città a 40 km da Cuautla. Nel sacco, con il cadavere, c'era anche un cartello con una scritta in spagnolo: «Questo mi è successo perchè ero un ladro». In un primo tempo gli investigatori messicani avevanio parlato di depistaggio.La Procura di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti, per omicidio. Ma da chi dovrebbe fornire il materiale informativo, e cioè la polizia messicana, non sta arrivando nulla. «Noi, come ministero degli esteri - spiega la Farnesina - non abbiamo il potere di fare indagini dirette, in prima persona, per fare luce sull'accaduto. Abbiamo però dato disposizioni all'ambasciata, perchè facciano pressioni decise sulle autorità messicane». In Messico in questo periodo c'è la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, e nella zona di Morelos si verificano diversi delitti legati al traffico di armi e di droga; tutti eventi che tengono impegnati le forze dell'ordine. Ieri uno dei principali quotidiani messicani, «Reforma», ha pubblicato un servizio in prima pagina sul mistero Villani, e questo magari convincerà gli inquirenti a un maggiore impegno e a una maggiore collaborazione.