Tiangong-1, 24 ore all'impatto
di Andrea ScutellàwROMAL'ora X è fissata per le 9.26 Greenwich mean time (Gmt), le 11.26 in Italia, del giorno di Pasqua: domenica primo aprile. No, non è uno scherzo: il "Palazzo celeste" - Tiangong-1, la prima stazione spaziale cinese in orbita - sta per cadere sulla Terra proprio tra sabato e domenica, secondo gli esperti dell'Agenzia spaziale italiana (Asi), che partecipano al tavolo tecnico che la Protezione civile ha convocato da un paio di mesi sull'evento e che attualmente è attivo 24 ore su 24. Le previsioni hanno un margine di errore di 12 ore: tra la notte del 31 e la serata del primo aprile Tiangong 1 impatterà sicuramente con l'atmosfera terrestre. «Sta succedendo quello che ci aspettavamo», esordisce Ettore Perozzi dell'ufficio Space situational awareness dell'Asi tra una riunione e l'altra. «La finestra si restringe sempre di più. Ora stiamo lavorando su tre tracce che passano sull'Italia nella mattinata di domenica». All'interno del tavolo tecnico si è svolta una simulazione su Roma, perché una delle rotte previste dovrebbe passare sulla Capitale. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sta valutando la convocazione del Comitato operativo nazionale.Le regioni che potrebbero essere interessate dalla caduta di frammenti, specifica l'ultima nota di ieri sera della Protezione civile, sono Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Nonostante i tre passaggi che dovrebbero interessare il nostro territorio nella mattinata di domenica le possibilità che il "Palazzo celeste" crolli sull'Italia sono davvero basse: appena lo 0,2%. Questo perché Tiangong sta ruotando su se stessa a circa 180 chilometri di altitudine a una velocità che sfiora i 30mila chilometri orari. Compie un'intera rivoluzione intorno alla Terra in soli 90 minuti. Un moto frenetico e fuori controllo che rende impossibile localizzare l'impatto finale, se non a poco dallo schianto: avremo appena 40 minuti di tempo.Una volta scesa a quota 120 chilometri, la stazione spaziale entrerà a contatto con gli strati più densi e resistenti dell'atmosfera e inizierà a disintegrarsi. I pannelli solari a forma di ali e le antenne potrebbero staccarsi tra i 110 e i 90 km di altezza. Il corpo del satellite generalmente comincia cedere a quota 80 km, secondo gli esperti dell'Isti Cnr. Circa il 20% della massa complessiva potrebbe sopravvivere all'impatto sotto forma di detriti. È possibile che proprio le parti più pericolose, quelle dei serbatoi in titanio, resistano e piombino sulla Terra, dove il calcolo delle probabilità vuole che gli oceani siano i maggiori indiziati, visto che compongono la maggior parte della superficie del Pianeta. Tiangong monta due serbatoi, in cui l'Asi stima che ci siano ancora 350 chili di propellente: 120 di idrazina (un carburante altamente tossico) e 230 di ossido di azoto, che se entrassero a contatto potrebbero esplodere. I frammenti si sparpaglieranno su una fascia rettangolare lunga dagli 800 ai 2mila chilometri e larga circa 70. La Protezione civile invita chi dovesse avvistarne uno a mantenersi ad almeno 20 metri di distanza e avvisare le autorità. Ieri, intanto, si è sentita di nuovo la voce della Cina, dopo un lungo silenzio: «Tiangong non si schianterà come in un film di fantascienza, ma come una splendida pioggia di meteoriti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA