«Ma qui non si faranno mai le ronde»
CASTEGGIOAntonio Bonfiglio sarà ospite con il suo avvocato di un incontro promosso per la prossima settimana dalla sezione della Lega di Casteggio, in collaborazione con Salvatore Seggio, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. Intanto l'assessore alla Sicurezza ribadisce il no alla vigilanza di quartiere. «Non dirò mai sì alle cosiddette ronde». L'assessore Milena Guerci non cambia opinione anche ora che il caso di Bonfiglio ha riportato d'attualità il dibattito sui controlli dei cittadini. «Ho appena incontrato l'uomo che ha sparato e ho trovato una persona distrutta, che ora deve portarsi sulle spalle il peso di un gesto dettato dall'esasperazione. Non si creda che quei due malviventi sarebbero stati dissuasi da gruppi di residenti per le strade: il rischio sarebbe stato anche maggiore, magari con altri cittadini coinvolti, che in un momento di rabbia avrebbero potuto mettere a rischio la propria vita». Secondo la Guerci spetta allo Stato fare qualcosa per ridare sicurezza ai cittadini: «Finché in Italia non ci saranno leggi chiare sulla certezza della pena e chi delinque sentirà di poter trovare qualche scappatoia per non affrontare appieno le proprie responsabilità di fronte alla giustizia, saremo alla mercé dei malviventi». Non è esattamente della stessa opinione Giorgio Allegrini, ex assessore casteggiano e residente a Mairano: «Noi ci siamo coordinati fra cittadini, con gruppi su WhatsApp e anche ricorrendo alla vigilanza privata. L'amministrazione avrebbe potuto fare di più in questo periodo in cui diverse zone della città si sono trovate sotto scacco dei malviventi. Le forze dell'ordine hanno dato il massimo, ma il Comune ha chiuso ad ogni iniziativa. C'è ad esempio una legge regionale che dice espressamente cosa potrebbero fare la polizia locale, con i cittadini, anche alla luce di un maggiore coordinamento con le forze dell'ordine. Non dico che la vigilanza di quartiere sarebbe stata risolutiva, ma avendo chiuso alla possibilità a priori, non sapremo mai che effetti avremmo potuto ottenere». Intanto l'esponente di opposizione Francesco Arnese difende convinto Bonfiglio: «Sarei disposto ad andare in tribunale per testimoniare in suo favore» dice l'ex carabiniere casteggiano, alla luce della ricostruzione dei fatti di martedì notte. «Secondo quanto ha raccontato Bonfiglio, non ci sono dubbi che quelle persone volessero aggredirlo. Se due ignoti si introducono nel cortile di un privato con il volto coperto e una volta scoperti non fuggono, ma affrontano il padrone di casa, allora significa che vogliono fargli del male. Sono anche convinto che il complice che ha fatto perdere le proprie tracce abbia portato con sé le armi, che ritengo i due avessero con sé. A mio avviso se Bonfiglio non avesse reagito, avrebbe fatto la fine di Mario Ricotti, il vicino aggredito anni prima».Alessio Alfretti