Gifra, conquistare la serie B? Traguardo storico
VIGEVANOSe domenica i ragazzi del Gifra riuscissero almeno a pareggiare conquisterebbero per la prima volta nella loro storia la vittoria nel girone di serie B del campionato Csi Vigevano. Per la società, attiva da diversi anni nei campionati amatoriali, sarebbe un traguardo storico, anche se dovranno poi giocare i play off nei quali incontreranno le squadre dell'altro girone. «Ci mancano solo due punti - dice il presidente Alessio Facciolo -, dal momento che abbiamo 7 punti di vantaggio sulla seconda in classifica, Palestro, con gli scontri diretti a favore». Quello del Gifra è un vero e proprio anno da record dal momento che la squadra del convento dei frati finora ha perso soltanto una partita in campionato. Secondo il presidente si tratta di un salto sul piano dell'approccio mentale, dal momento che rispetto alla passata stagione sono cambiati soltanto due giocatori. «All'inizio dell'anno - spiega Facciolo - ci siamo ritrovati e ci siamo chiesti "Cosa vogliamo fare?". Arrivavamo da un campionato non positivo e avevamo voglia di riscattarci. Abbiamo puntato così sul lavoro duro, ma ciò che è cambiato è stata la mentalità. Quando prima perdevamo andavamo in difficoltà, mentre ora siamo in grado di reagire meglio». Il cambio di atteggiamento è stato collettivo, come tutte le decisioni che vengono prese dalla squadra amatoriale vigevanese, che dal 2002 porta avanti un nome che a Vigevano è storico cioè quello del Gifra, erede di una tradizione calcistica che ha visto la squadra dei frati arrivare fino al campionato di Promozione. Oggi a tenere viva la voglia di calcio, sempre nelle stesse strutture di corso Genova, sono un manipolo di ragazzi che ama prendere qualsiasi decisione in gruppo, ispirandosi all'esperienza della democrazia Corinthiana, nata negli anni '80 in Brasile, nella squadra in cui militava Socrates. «Non manca - sottolinea Facciolo - la voglia di stare insieme nello spirito del Csi, e lo dimostra il fatto che a ogni allenamento partecipano almeno quindici ragazzi e fino a qualche tempo fa arrivavano molti amici non tesserati ad allenarsi con noi, solo perché avevano voglia di giocare e di condividere questa esperienza con noi. D'altronde è l'amore per il calcio ad unirci». (a.ball.)