«Terme fallite, reagiremo» Gli operatori si mobilitano

SALICE«Sapremo rinascere in attesa della riapertura delle Terme». Gli operatori turistici della località termale, il giorno dopo la dichiarazione di fallimento della società Terme di Salice Srl, si guardano in faccia, fanno quadrato e guardano al futuro cercando di risollevare le sorti di una località che fino a qualche anno fa era il fiore all'occhiello non solo della Valle Staffora ma di tutta la provincia. E' una Salice piangente che si lecca le ferite e che guarda comunque al futuro , speranzosi che l'altra parte di società rimasta in vita, l'Ad Terme possa, come ha promesso, riaprire al più presto lo stabilimento. Una mossa che sarà possibile solamente se Andrea Nannoni, curatore fallimentare della Terme di Salice Srl, darà l'autorizzazione a procedere. Intanto gli operatori guardano avanti. «Sono molto dispiaciuta per il fallimento delle Terme di Salice - sottolinea Simona Merli, neo eletta presidente dell'associazione operatori turistici di Salice Terme -. Sono dispiaciuta sia a livello lavorativo che a livello personale. Le Terme di Salice sono il motore trainante per tutte le attività presenti nel nostro territorio. Si tratta di una perdita gravissima. Ritengo sia inutile ricercare cause e colpevoli ma ora dobbiamo fare squadra per tenere viva Salice, anche in considerazione dell'avvio della stagione estiva». «Come associazione - conclude Simona Merli - ci impegneremo per affrontare questa situazione molto delicata». Sandro Moro patron delle Terme President, l'altra società che a Salice gestisce dal 1979 uno stabilimento termale si dice rammaricato. «Non canto certo vittoria perché le Terme di Salice sono fallite, in quanto storicamente sono sempre state il punto di riferimento per la nostra località e la loro chiusura avrà un impatto sicuramente negativo su tutto il territorio. Le Terme President proseguiranno nella propria attività non escludendo addirittura di ampliare gli orari di apertura proprio per venire incontro alle esigenze della clientela che storicamente si recava a Salice per le terapie termali». «Mi auguro comunque - conclude Moro - che al più presto le Terme di Salice possano tornare ai loro antichi splendori». Franco Santinoli storicamente è il personaggio che nel corso degli anni ha gestito il maggior numero di locali a Salice Terme: dalla Buca al Club House, alla piscina, al Nuovo Hotel Terme: insomma un imprenditore a 360 gradi che a Salice deve molto ma che a sua volta è stato il punto di riferimento per la località termale, per aver saputo creare eventi e locali che hanno fatto la storia della località. «Sono o dispiaciuto per il fallimento . I problemi non sono di oggi, ma è da almeno quattro, cinque anni che la nostra località soffre: fino a quando nessun imprenditore prenderà a cuore le sorti della Terme di Salice il turismo nella nostra località sarà praticamente inesistente, con una ricaduta negativa per i pochi alberghisopravvissuti». «Questa fine era già scritta - prosegue Santinoli - perché negli ultimi anni siamo passati da 24 mila presenze a 4 mila: questo dato dovrebbe far riflettere su come il turismo termale sia andato scemando. Per quanto riguarda le mie attività, la Buca, la piscina e il Club House proseguiremo anche nella speranza che il turismo, non legato al termalismo, possa andare avanti». «Non dimentichiamoci - conclude l'imprenditore - che Salice ha sempre vissuto su due tipi di clientela: quella legata al mondo del termalismo e quella che non definirei notturna ma che gira intorno a bar, gelaterie, pizzerie e ristoranti. Mi auguro che almeno quest'ultima possa sopravvivere». «Il fallimento delle Terme è una grande perdita - sottolinea Andrea Massone, gestore della Sala dei Gelati, uno dei locali di punta di Salice - . Ma il paese non è finito, le attività vanno avanti così come le altre Terme, le President, che sapranno comunque fare da richiamo ai turisti. Sicuramente quanto accaduto crea un grande dispiacere ma Salice non morirà. Tutti gli operatori turistici faranno quadrato per tenere alto il nome della nostra località. Non ci sediamo di fronte ad un fallimento, non stiamo qui a piangerci addosso, ma lavoreremo per rilanciare l'immagine della nostra località».Alessandro Disperati