L'ambiente non ha confini, servono piani sovracomunali
In queste ultimi tempi è diventato evidente che la nostra provincia è sempre più esposta a situazioni problematiche di diversa natura. Tra questi, in particolare, spicca una persistente crisi dell'assetto ambientale, un marcato disagio della viabilità riguardo alla situazione dei ponti di attraversamento del . Ponti che permettono il collegamento tra le due aree della provincia e che senza di questi viene compromessa non solo la viabilità appunto, ma l'economia dei nostri territori.Inoltre, quello che colpisce è la mancanza di una visione unitaria dell'insieme di queste difficoltà. Non è visibile salvo rare eccellenze, una robusta strategia d'intervento e di programmazione infrastrutturale, materiale e immateriale, che, pur con le differenze date dalle varie forze politiche, economiche e imprenditoriali non diventa patrimonio a favore della nostra provincia.La provincia di Pavia sembra un territorio di conquista. Un territorio dove dislocare lavorazioni pericolose, depositare scarti di lavorazione, incenerire rifiuti che provengono da altri territori e persino regioni. Un territorio che può essere impoverito. Da utilizzare non per lavorare nuove tecnologie, studiare e ricercare il futuro, e non un territorio di scorta. Tutto questo non crea sviluppo. Non è sufficiente abbellire le città anche se va fatto. L'ambiente si difende evitando permessi su tutto ciò che viene richiesto, definendo un piano ambientale preciso. Investendo risorse allo scopo. Lo sventramento del territorio a favore delle logistiche senza preoccuparsi delle conseguenze che queste creano ad esempio sull'impatto ambientale e viabilistico e sull'agricoltura di pregio che pure è presente deve essere fermato. La finanza dei Comuni non si salva con pochi oneri di urbanizzazione. Si salva con investimenti meno impattanti sul territorio e con produzioni di alta tecnologia e ad alto valore aggiunto. Se l'insieme della società pavese s'impoverisce, s'impoveriscono i suoi abitanti e tra questi i lavoratori, i pensionati, i meno abbienti, i disoccupati. Se aumentano le malattie tra cui quelle non ancora curabili; che alcuni associano al degrado ambientale allora significa che vanno contrastate tutte quelle pratiche che in un qualche modo hanno a che fare con la distruzione dell'ambiente, dell'aria che si respira e del suolo che viene compromesso.Una risposta a tutto ciò sta nel chiedere alle amministrazioni comunali di ragionare oltre i propri angusti confini. Ci si salva se si esce dalle personalità senza strategia chiusi nei propri particolarismi. Ci si salva se si costruiscono piani pluricomunali, almeno di medio periodo, accorpando, ad esempio, Comuni che non hanno neanche la capacità economica e di azione per l'ordinaria amministrazione. Altra necessità è quella di avviare uno screening riguardo alla salute in precisi territori, per meglio capire le scelte da compiere. I cittadini tutti sono in attesa di ciò. Osvaldo GalliMuseo Contadino della Bassa Pavese