ROGER BIONICO SUO IL RECORD DI LONGEVITÀ
Se possibile, nemmeno nella primavera del 2004, quando conquistò per la prima volta la testa del ranking Atp, il ventiduenne Roger Federer - 37 anni il prossimo agosto - esibì un predominio come ha fatto all'inizio del 2017 e sta facendo in quest'avvio del 2018. A incrinare allora le certezze dello svizzero fu il diciassettenne Rafa Nadal - 32 anni in giugno - che diede un saggio della propria esplosiva energia sconfiggendolo a Miami con un doppio 6-3. All'epoca Novak Djokovic e Andy Murray - entrambi 31 anni in maggio - erano soltanto virgulti di belle speranze: avrebbero cominciato a insidiare i due fenomeni solo nel 2007. Quattordici anni e migliaia di partite dopo, mentre Roger è ancora l'uomo da battere, i tre suoi più strenui avversari attraversano crisi di non prevedibili esiti. Lo spagnolo, convalescente dopo l'infortunio alla gamba destra subito a Melbourne, punta a tornare in forma per la stagione sulla terra rossa, al via in aprile; il serbo esce malamente di scena all'esordio a Indian Wells per mano del Carneade giapponese Taro Daniel, a dimostrazione che sono pesanti i postumi, anche psicologici, del recente intervento chirurgico al gomito; lo scozzese, per il quale s'è temuto il ritiro data la difficoltà a trovare una soluzione ai dolori all'anca, progetta ora il rientro a fine primavera. Al torneo di Indian Wells, il Masters 1000 che più assomiglia a uno Slam, Roger ha ribadito che la sua voglia di primeggiare è intatta. Come racconta Stefano Semeraro nell'imperdibile biografia "Il codice Federer" (Pendragon Editore, 18 euro) appena arrivata nelle librerie, il futuro campione di Basilea s'era autoprogrammato, quand'era ancora alle elementari, per diventare il numero 1. Senza poi più perdere di vista l'obiettivo. Tuttavia Federer non aveva immaginato di poter raggiungere un record di longevità al vertice che non ha precedenti e non avrà probabilmente repliche in futuro. Per questo ogni suo match è un evento straordinario. ©RIPRODUZIONE RISERVATA