LAVORATORI PRECOCI, REQUISITI PER L'ANTICIPO

Il signor Giovanni, che compirà 60 anni a giugno, segnala di aver maturato, allo scorso 31 dicembre 2017, un'anzianità contributiva pari a 40 anni, somma di diversi periodi: come lavoratore dipendente da impresa privata e come lavoratore autonomo, in particolare come esercente di attività commerciali. Il signor Giovanni chiede di sapere se con il possesso di 41 anni di contributi, previsto per il prossimo dicembre, egli non possa conseguire il diritto alla pensione anticipata come lavoratore precoce, avendo iniziato a prestare attività lavorativa da giovanissimo. Si può preliminarmente segnalare che ai fini del conseguimento del diritto ad un trattamento pensionistico, sia quello anticipato, cui egli tende, quand'anche in condizioni agevolate, sia quello di vecchiaia, è possibile l'utilizzo congiunto delle due contribuzioni, quella maturata come lavoratore dipendente e come autonomo, nel suo caso come commerciante.La normativa prevede infatti l'utilizzo congiunto di diverse contribuzioni ai fini del raggiungimento del diritto ad un unico trattamento pensionistico. La pensione auspicata, nel suo caso quella anticipata, verrà verosimilmente liquidata, come prevede la stessa normativa, a carico della Gestione speciale dei commercianti se, come si ritiene, i contributi versati in detta Gestione risulteranno determinanti ai fini del raggiungimento dell'anzianità contributiva necessaria per maturare il diritto alla pensione. L'importo sarà composto da due quote: una a carico del Fondo pensione dei lavoratori dipendenti - Fpld - e l'altra a carico della Gestione speciale dei commercianti, in funzione ed in proporzione dei rispettivi versamenti contributivi.E' pertanto possibile utilizzare in regime di cumulo le contribuzioni da lui possedute ai fini di conseguire la pensione anticipata con il requisito contributivo ridotto - 41 anni - previsto per i "lavoratori precoci", a far tempo dal 1°maggio 2017, dalla legge n.232/2016, all'articolo 1, commi 199 e seguenti. Attualmente l'anzianità contributiva normalmente richiesta per conseguire il diritto alla pensione anticipata è di 42 anni e 10 mesi per i lavoratori e di 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici. La legge, si segnala al signor Giovanni, ha peraltro precisato che sono da considerarsi "lavoratori precoci" quei lavoratori che abbiano almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di età. Non solo: per potere beneficiare del richiamato requisito contributivo ridotto per conseguire il diritto alla pensione anticipata, i lavoratori precoci devono tuttavia trovarsi in determinate condizioni di disagio sociale, previste dalla legge citata, quali:ostato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, per dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge n.604/1966 e che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;oche assistano, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della legge n.104/1992, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;oche abbiano una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, di grado almeno pari al 74%;oche siano lavoratori dipendenti che svolgono lavori gravosi al momento del pensionamento, da almeno sette anni negli ultimi dieci ovvero almeno sei anni negli ultimi sette di attività lavorative, per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo ovvero sono lavoratori, che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 1, commi 1,2 e 3 del decreto legislativo n.67/2011, cioè svolgono lavori "usuranti".Pertanto, alla luce di quanto appena precisato, il signor Giovanni, se può considerarsi "lavoratore precoce" e si trova inoltre in una delle condizioni appena sopra dettagliate, maturando, con la fine di quest'anno 2018, i richiesti 41 anni di contribuzione può conseguire il diritto alla pensione anticipata, cumulando le due diverse contribuzioni possedute ed utilizzando la norma agevolativa prevista per i lavoratori precoci dalla citata legge n.232/2016. In questo caso, si segnala al signor Giovanni, è tuttavia necessario presentare preliminarmente all'Inps apposita domanda di riconoscimento delle condizioni per l'accesso al beneficio in questione, corredata dalla richiesta documentazione. All'esito di tale domanda di riconoscimento è subordinata la presentazione e definizione della domanda di accesso al beneficio pensionistico in argomento. La domanda di riconoscimento si sarebbe dovuta presentare entro il 1°marzo 2018, ma il signor Giovanni può presentarla comunque, anche dopo, ma non oltre il 30 novembre del corrente anno. Per la gestione di detta domanda e di quanto ad essa collegata, è utile ed opportuno che il signor Giovanni si avvalga dell'assistenza di un Ente di patronato di propria fiducia.