Droga e rapine come in Gomorra

di Adriano AgattiwVERNATEDue tonnellate di droga sequestrata insieme a due milioni di euro in beni mobili e immobili e 24 persone arrestate. È, in sintesi, il risultato dell'operazione «Fumo e piombo» portata a termine dai militari della guardia di finanza di Pavia con i colleghi del servizio centrale investigativo che ha interessato diverse regioni italiane. Un'inchiesta iniziata il 6 luglio del 2015 al confine tra le province di Pavia e di Milano, e più precisamente in una villetta di Vernate dove era stata trasportata una ingente quantità di hashish, circa trenta chili. La droga era stata consegnata nell'abitazione dei fratelli Antonio e Rocco Calabria di 42 e di 44 anni, anche loro arrestati dai finanzieri. I due, originari di Locri, in provincia di Reggio Calabria, avevano consegnato la droga arrivata dalla Spagna e i fratelli dovevano «piazzarla». La consegna dello stupefacente era stata «curata» personalmente da Riccardo Dogali, un uomo 50 anni di Milano che è finito in carcere. Dogali aveva raggiunto Vernate al volante di un furgone dove aveva nascosto la droga. Una buona parte degli arrestati, ieri mattina, sono stati trasportati al comando provinciale di Pavia in corso Garibaldi sulle automobili della Guardia di finanza. E negli uffici sono state sbrigate le formalità prima di smistare gli arrestati (soprattutto i milanesi) in alcuni carceri del nord Italia tra cui anche Torre del Gallo. L'indagine delle Fiamme gialle era quindi iniziata nel 2015 e si è conclusa solo qualche mese fa. Gli investigatori pavesi partendo da Vernate hanno scoperto un'organizzazione criminale che aveva la base nell'hinterland milanese ben inserita nel contesto malavitoso lombardo. Un'organizzazione, che si occupava anche di rapine come forma di finanziamento, riconducibile al clan Di Giovine che «opera» a Milano nelle zone di Quarto Oggiaro e piazza Prealpi. Tra gli arrestati ci sono infatti numerosi milanesi come Mauro Arrigoni di 44 anni, Luciano Beccalli, di 51 anni, Ivan Boccotti di 45 anni, Giuseppe Pescatore, Mattia Reggi e Vanessa Benedetto Costantino, di 23 anni che si faceva chiamare «Imma» come una delle protagoniste della serie televisiva Gomorra.La droga, nella maggior parte dei casi «fumo» ma la gang voleva allargarsi anche al mercato della cocaina, arrivava direttamente dalla Spagna e veniva nascosta nella base operativa dell'organizzazione criminale, la carrozzeria Montebianco di Bollate, in provincia di Milano. Prima la droga era nascosta in alcune logistiche compiacenti sempre del nord Italia. La carrozzeria era stata trasformata in un vero bunker videosorvegliato anche a distanza. Ma gli investigatori della Finanza sono riusciti ad introdursi all'interno e a «piazzare» videocamere e microspie. Una parte tecnica dell'indagine che è stata fondamentale. E nella stessa carrozzeria era stato anche installato un poligono di tiro insonorizzato dove gli spacciatori provavano armi di ogni tipo. Ma i finanzieri registravano tutti i loro discorsi. Dalle intercettazione è stato anche scoperto che l'arsenale della banda era costituito da cinque pistole con silenziatore, una pistola mitragliatrice Uzi con silenziatore, una pistola mitragliatrice Skorpion, due fucili calibro 12 e anche un Kalashnikov.