Senza Titolo

di FILIBERTO MAYDA«Vede, credo che la forza che ancora ho e questa energia vengano dal fatto di aver sempre avuto dei progetti, di aver continuato sempre a suonare divertendomi e, credo, divertendo il pubblico. Il mio segreto, se vuole, sta tutto qui».Hector "Costita" Bisignani, ottantrè anni, argentino di origini italiane ma da tantissimo tempo residente in Brasile, suona da quando ha tredici anni, prima il clarinetto, con il quale spesso si esibisce in concerto, con orgoglio, e poi il sassofono tenore. E' più vecchio, si può dire, del genere di cui è maestro, la bossa nova, nata esattamente sessant'anni fa. E bossa nova suonerà questa sera al Pavia Jazz Club, ospitato dal circolo Arci Via D'Acqua, in viale Bligny 83 (tessera obbligatoria che si può sottoscrivere al momento, 10 euro annui) insieme ad un quartetto composto da Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Francesca Ajmar (voce), Michele Franzini (tastiere(e Vittorio Sicbaldi (batteria). Abbiamo incontrato Hector "Costita" Bisignani a Milano, alla fine di un concerto splendido tenuto in una "bomboniera" della musica milanese, il Jazz Cafè Doria. Quasi due ore di musica, sempre in piedi, apparentemente senza manifestare stanchezza, sorseggiando un drink tra un brano e l'altro. Con lui c'erano tre insegnanti del conservatorio Vittadini di Pavia, Tito Mangialajo Rantzer, Francesca Ajmar, Simone Daclon (al pianoforte) e Vittorio Sicbaldi. Tre di loro li ritroveremo con Hector questa sera. «Bravissimi musicisti, è stato molto bello suonare con loro - esordisce il sassofonista brasiliano - ed è molto carino questo club. Ci siamo subito trovati e spero di divertirmi nello stesso modo anche a Pavia. La bossa nova? Ah, la suono da sempre, da quando è nata grazie ad un americano, a Stan Getz, un altro sassofonista». Durante il concerto, per un paio di brani, è spuntato anche un meraviglioso clarinetto: «Ho iniziato con questo strumento e quando posso lo suono in concerto. Mi aiuta a superare la nostalgia...».Hector "Costita" Bisignani, nella sua lunghissima carriera di musicista, ha suonato e registrato dischi con tutti i grandi della bossa nova tra cui Lalo Schifrin, Manfredo Fest, Sérgio Mendes, Zimbo Trio, Hermeto Pascoal e Elis Regina. In particolare è stata importante la sua collaborazione con l'orchestra di Sérgio Mendes, un musicista che ha portato il jazz e la musica latina in giro per il mondo. Questa sera al Pavia Jazz Club (inizio ore 21.15) si potranno ascoltare brani di Carlos Jobim, Luiz Bonfà, Johnny Alf, festeggiando così anche il compleanno di un genere musicale che ha cambiato la storia del jazz.