Dazi, Trump ora ha fretta
NEW YORK Coca-Cola rompe la sua tradizione ultra centenaria e si lancia nelle bevande alcoliche. Per ora si tratta di un semplice esperimento limitato al mercato giapponese, ma che mostra chiaramente come il colosso delle bollicine sia pronto a esplorare altri segmenti. La bevanda alcolica a cui Coca-Cola lavora sarà in lattina e rientra nella categoria di prodotti conosciuta in Giappone come chu-hi, ovvero distillato shochu e acqua gassata di vari sapori, dalla fragola al melone. Il shochu è un distillato simile alla vodka e deriva da patate, orzo o riso ed è molto popolare in Giappone, dove i chu-hi sono presenti pressoché ovunque: dal 2013 la crescita annuale di questo segmento di mercato oscilla fra il 5% e il 25%. Con un contenuto alcolico cha varia fra il 3% e l'8%, le bevande di chu-hi sono in diretta concorrenza con la birra e particolarmente attraenti per il pubblico femminile. «È una cosa unica nella nostra storia. Coca-Cola si è sempre concentrata interamente sulle bevande non alcoliche e questo è un modesto esperimento per una nicchia specifica del nostro mercato», afferma Jorge Garduno, presidente della divisione giapponese di Coca-Cola. In Giappone Coca-Cola si è lanciata in altri esperimenti, proponendo prodotti ad hoc non disponibili altrove.di Andrea ViscontiwNEW YORKIl più solido esponente economico dell'amministrazione Trump lascia la Casa Bianca per protesta. Gary Cohn si è dimesso perché non se la sente più di appoggiare il Tycoon davanti ai dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio imposti qualche giorno fa. Le sue dimissioni preoccupano la leadership repubblicana che definisce la sua uscita di scena come un segnale preoccupante che nella Casa Bianca di Trump verrà a mancare «la voce della ragione». Cohn l'aveva preannunciato. Si sarebbe ritirato dal ruolo di capo della commissione economica della Casa Bianca se Trump avesse portato al 25% il dazio sull'acciaio e al 10% quello sull'alluminio. Una manovra criticata non solo da Cohn ma anche dalla leadership del Congresso, con il presidente che difende il suo operato dicendo che è un modo per punire la Cina. Ma sono alleati come il Canada a risentire più fortemente di questa misura economica. Lo ha sottolineato anche Sergio Marchionne che vede nelle imposizione di tariffe su acciaio, alluminio e auto d'importazione una complicazione sul futuro del Nafta, l'accordo a tre col Messico e con il Canada. «Dobbiamo fare attenzione e dobbiamo mantere la calma», ha detto l'amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler parlando da Ginevra. «Le minacce di un botta e risposta stanno avendo ripercussioni sui progressi che si stanno facendo per le negoziazioni del Nafta». A portare Cohn a farsi da parte è il protezionismo di marca trumpista, un protezionismo che secondo gli esperti economici porterà a guerre commerciali col rischio di mettere in moto la recessione in America. Già si sentono le prime conseguenze. Da Bruxelles vengono indicazioni che l'Europa potrebbe rispondere con dazi sul bourbon americano, i jeans della Levi's e le Harley Davidson. Non si tratta di nomi a caso. Sono importazioni a stelle e strisce che l'Ue ha preso di mira strategicamente. Sono prodotti infatti che vengono da stati Usa dove i repubblicani sono a rischio nelle elezioni di midterm del prossimo novembre. L'uscita di scena di Cohn, tuttavia, non avrà un impatto solamente sull'agenda economica di Trump. Era considerato uno degli uomini più preparati alla Casa Bianca e le sue dimissioni rivelano che è in corso un fuggi-fuggi generale. «Non è caos, è solamente fantastica energia», ha detto Trump respingendo l'accusa che la sua Casa Bianca sia sprofondata in uno stato di confusione senza precedenti. Quasi cinquanta funzionari del suo governo si sono dimessi o sono stati licenziati nei primi tredici mesi della sua amministrazione. Appena pochi giorni fa si era dimessa Hope Hicks, capo delle comunicazioni della Casa Bianca e stretta collaboratrice del presidente che si trova sempre più isolato. Il primo a dimettersi era stato Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale, e successivamente ogni settimana Trump ha perduto o allontanato un altro esponente del suo governo. «C'è la fila di gente assai qualificata che vuole lavorare alla Casa Bianca», ha detto il presidente complimentandosi con Cohn per il suo ottimo lavoro. Era stato proprio lui ad appoggiare la riforma fiscale che è il più solido successo nel primo anno di amministrazione Trump. ©RIPRODUZIONE RISERVATA