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Per raccontare il suo progetto «Perepepé - Piccoli concerti per orecchie che crescono», Cristiano Callegari, copywriter, scrittore e musicista pavese, in arte «Zio Burp», parte da una carrellata dei suoi compagni di scena. C'è Viola, sua figlia, che ha 10 anni e suona il violino. C'è la nonna Nena, sua mamma, che anima i laboratori creativi in botteghe e librerie del centro storico della città (anche se non c'è musica, qui, rientra tutto sotto il brand di famiglia Perepepé). E poi ci sono i musicisti professionisti che, in questi tre anni, da quando il progetto è nato, l'hanno supportato nel suo ruolo di voce narrante e suonatore (di ukulele e di molti altri strumenti), sui palchi di Pavia e provincia: tra gli altri, Roberto Re (basso), Silvia Mangiarotti (violino), Rayssa Lissandrello (voce), Alice Marini (violino) e, a breve per la prima volta, il duo «Le due nel cappello», Sara Magon e Clara Zucchetti, che arrivano da Como. «Loro sono la novità assoluta di Perepepé, fanno world music, con percussioni, ukulele e voci, e stanno realizzando il loro primo disco - dice Cristiano Callegari - Le vedremo a Pavia il 21 aprile, con un doppio appuntamento: al pomeriggio allo Spazio Isv di Travacò Siccomario, saremo insieme ospiti della rassegna Piccoli Argini con lo spettacolo Un cappello pieno di canzoni, viaggio nelle musiche di tutto il mondo; alla sera, invece, saranno al Circolo via D'Acqua».Ma com'è nato Perepepé?«Tre anni fa la scuola steineriana A Passi Lievi (oggi Michaelis, ndr) aveva i fondi di un bando da investire in progetti musicali, e ha pensato di organizzare dei concerti in aula, con una storia che facesse da cornice. Io mi sono trovato così a mio agio con l'idea, che ci ho costruito su un progetto: un contenitore di esperienze musicali di qualità, che comprendesse spettacoli, laboratori, canzoni, storie e animazioni musicali su misura».Su misura di chi? «Il target principale sono i bimbi della scuola primaria, ma abbiamo fatto digerire Mozart e il Flauto Magico anche alle medie».E i luoghi? «Siamo stati al Fraschini l'anno scorso con un progetto su Alessandro Rolla, ma anche biblioteche, librerie come la Feltrinelli, o Favole a Merenda, a Mirabello. E siamo una presenza fissa al BambinFestival Pavia».Il nome da dove arriva? «Perepepè' è un'onomatopea, musicale, ritmata. Poi mi sono affidato a un'amica, l'illustratrice Tostoini, per produrre logo e immagine coordinata. Il payoff Piccoli concerti per orecchie che crescono è esattamente la ragione per cui esistiamo: la musica dei grandi, o la grande musica, portata ai piccoli».Il suo ruolo qual è?« Invento, scrivo, presento, racconto, dirigo. La musica deve essere dal vivo e suonata da musicisti "veri". Ho gli archi con cui fare Mozart, il liuto arabo per la musica mediterranea, la chitarra per il blues. Sto cercando musicisti africani per un episodio sulla musica dell'Africa nera. E un giorno farò anche la musica indiana».Lei non suona mai? «Negli spettacoli della serie Animali Cantanti, suono, vestito da Panda. L'ultima volta, qualche settimana fa, siamo stati allo Spazio Isv, e domenica 18 marzo lo faremo al teatro La Schighera di Milano, zona Bovisa». Quindi Perepepé si sta espandendo anche fuori dai confini di Pavia? «Ci proviamo. In marzo avrò due laboratori a Milano e abbiamo alcuni contatti in altre città. Se ci chiamano andiamo. Come all'Elba, l'anno scorso. Abbiamo vinto un bando e creato il progetto Elba del vicino. Per una settimana siamo stati ospiti a Rio Marina, per creare uno spettacolo inedito, strettamente collegato ai luoghi che ci ospitavano. E poi l'abbiamo messo in scena in piazza».Marta Pizzocaro