Bertram, l'asticella adesso si alza

TORTONA «In questi momento siamo tra le squadre migliori in A2, ma i play off sono altra storia». Dopo il trionfo della Bertram in finale di Coppa Italia con Ravenna e una notte in viaggio per tornare a casa, il dg Marco Picchi è tornato alla realtà tortonese. Rimane la passione di sempre, «il Derthona è un modo di vivere», ma dopo Jesi «l'asticella è innegabile che si sia alzata».Sul suo profilo social ha scritto che questi festeggiamenti sono uguali in C2, C1 e serie B. Vittorie conquistate sempre sul campo "come giurato a Luigino Fassino". Cosa significa?«Quando siamo partiti con l'idea di portare in alto il Derthona grazie alla famiglia Ghisolfi abbiamo avuto numerose possibilità di acquistare il titolo di società più in alto di categoria, ma ci siamo ripromessi di salvaguardare il numero di affiliazione "346". Le nostre bacheche sono piene di foto con trionfi sul campo. Siamo dove abbiamo meritato di essere».Come ha festeggiato?«Ho riportato il più velocemente possibile a casa i bambini che dopo il tour de force in questi giorni. Sono tornato di gran corsa, ci siamo solo trovati un attimo tutti insieme al casello di Tortona, il problema era dormire qualche ora per poi lavorare».E' sceso a Jesi venerdì con altri amici-sostenitori ed è tornato domenica notte. Un lieto fuori programma.«Un'avventura, posso testimoniare il cuore di questi ragazzi che hanno attraversato l'Italia da giovedì pomeriggio a venerdì mattina in condizioni difficili. Avevamo l'idea di stare in giro al massimo 48 ore, le cose sono andate diversamente. Abbiamo avuto qualche problema igienico» (ride).La Bertram ha dominato Trieste, Biella e in finale Ravenna. Si aspettava che la squadra esprimesse questo livello?«No, ma gli scarti che abbiamo dato e la qualità della pallacanestro espressa danno più valore a questa vittoria. Se vinci tre partite così non è un caso, questa coppa l'abbiamo dominata. Mi trema la voce a dirlo...»Tortona ha battuto Casale e Trieste, due delle favorite per il campionato. Derthona è già ora tra le migliori della A2?«In questo momento lo siamo, non possiamo nasconderci e l'asticella è più alta. Mantenere questo livello sarà difficile, i play off saranno un'altra storia. Sono carico e in tensione per domenica con Legnano, se saremo ubriachi di felicità perderemo».La società ha aggiunto un giocatore di spessore come Alibegovic, un segnale che ci si vuole provare fino in fondo a centrare la A1?«Abbiamo avuto l'opportunità di metterlo sotto contratto fino al 2020, è evidente che c'è un progetto competitivo e vincente. Il fatto di farlo arrivare già ora è stato per finire il campionato al meglio. Il nostro obiettivo non è salire in A1, se le vinceremo tutte ci penseremo. Credo ci siano squadre più attrezzate».Stefanelli, dalla B a essere Mvp delle Final Eight, altra favola sbocciata in Coppa Italia.«Abbiamo sempre guardato alla B. Con Stefanelli ci siamo già seduti al tavolo e prolungato di un altro anno il contratto, crediamo fortemente in lui. Ha fatto una Final Eight pazzesca, ci dà dentro. E' una favola costruita con impegno e sudore». Quale è stato il merito principale di Pansa?«Mi ha stupito la quantità e qualità del lavoro, stamattina era in palestra per lavorare a video, e il rispetto che gli viene riconosciuto da giocatori con campionati sulle spalle».Che desiderio esprime dopo la vittoria in Coppa Italia? «Un Derthona più solido, strutturato, con pubblico, settore giovanile e un palazzetto a Tortona sul quale costruire un nuovo progetto. Con Beniamino Gavio sognare è più facile, ma il motore sono i risultati. Dobbiamo mantenere la peculiarità di essere dirigenti, tifosi, amici, appassionati. Siamo unici in Italia: il Derthona non è una squadra ma un modo di vivere». Francesco Gamba