Renzi sarà con l'Anpi Ma sulle larghe intese lite tra Pd e Grasso

di Gabriele RizzardiwROMACi sarà anche il segretario del Pd, Matteo Renzi, alla manifestazione nazionale "Mai più fascismi", promossa per oggi da oltre 20 associazioni e partiti, dall'Anpi alla Cgil. La partecipazione del segretario dem viene annunciata nel corso di una giornata carica di tensione, scandita dagli scontri tra fascisti e antifascisti, e timori per la sicurezza. Ma Renzi non ferma la sua corsa elettorale e, nonostante i sondaggi, prevede un risultato positivo per il Pd. «Per la prima volta dopo mesi di polemiche tutta la squadra del Pd è in campo e sta lavorando unita, remando insieme nella stessa direzione. L'operazione "primo posto" è a portata di mano, credo in entrambi i rami del Parlamento» dice Renzi, che difende a spada tratta i suoi ministri: «Tra avere Padoan ministro dell'Economia e avere Brunetta, io non ho dubbi. Tra avere Minniti all'Interno o avere Salvini io non ho dubbi. La partita dei prossimi giorni è quella tra chi ha rimesso in moto l'Italia e chi ci ha portato a divenire il Paese della crisi e dello spread».Ma ieri a dare un dispiacere a Renzi ci ha pensato Michele Emiliano. «Se il presidente Mattarella dovesse dare l'incarico a Di Maio, io farò ogni sforzo perché il Pd sostenga il M5S nella formazione del governo» dice il governatore della Puglia e leader della corrente minoritaria del Pd, che chiede al suo segretario di fare un passo indietro: «Ho l'impressione che se gli italiani in questo momento potessero pensare al futuro del Pd con una guida diversa da Renzi, prenderemmo qualche punto in più alle elezioni. Otterremmo qualche punto in più se Renzi indicasse già adesso Gentiloni come la persona che deve guidare questa traversata nel deserto». Quel che è certo è che ieri si sono registrate nuove tensioni a sinistra. «Ogni voto dato a D'Alema è un voto regalato alla destra» attacca Renzi. Ma ad aprire le danze è la presidente uscente della Camera e esponente di Leu, Laura Boldrini, che punta il dito contro il Pd, reo a suo dire di mirare a fare un governo con Forza Italia. «Ci sono guanti bianchi tra Renzi e Berlusconi, il che fa pensare male». E ancora: «Pd e Fi non si sfiorano neanche nel dibattito pubblico, ai maligni fa pensare che ci sia già un'alleanza. Ci fa pensare che questo voto utile di cui parla il Pd sia per un'alleanza tra Renzi e Berlusconi. Mi sembra che in questa campagna elettorale ci siano delle prove tecniche». Accuse che vengono respinte duramente dai dem. «I fatti sono più chiari delle parole. Chi divide il centrosinistra aiuta la destra nei collegi territoriali e purtroppo Leu ha scelto questa via, aiutando nei fatti Forza Italia e Lega contro il centrosinistra unito che in ogni realtà si batte per vincere su Berlusconi, Salvini e Di Maio» contrattacca il vice segretario Pd, Maurizio Martina. Sul fronte opposto, invece, sembra tornare il sereno tra i due principali alleati, l'ex premier e Matteo Salvini, con il Cavaliere che garantisce il rispetto dei patti: «Se Salvini avrà più voti di noi, lo rispetteremo e saremo leali con lui» assicura il leader di Forza Italia, che dice di avere nostalgia del patto del Nazareno («Lo rifarei, ma Renzi non ha rispetato gli accordi») e lancia l'allarme: «Se non ci sarà un risultato di stabilità dalle elezioni, ci saranno sicuramente delle speculazioni finanziarie su di noi». Si farà la manifestazione unitaria? «Non ho niente in contrario a partecipare se c'è una manifestazione del centrodestra. Il primo marzo, se l'invito arriva, è giusto e producente dare a tutti i nostri elettori l'immagine di quello che è la coalizione» dice il Cavaliere. E Giorgia Meloni ringrazia: «Felice che gli alleati stiano rispondendo positivamente all'appello di Fratelli d'Italia per fare una manifestazione comune». ©RIPRODUZIONE RISERVATA