Trasporto pubblico: 406 posti da salvare
PAVIA«Vanno assunti direttamente tutti i 406 lavoratori coinvolti, senza alcuna modifica nelle loro condizioni contrattuali». Il Movimento 5 stelle fissa l'asticella sulla tacca più alta nel braccio di ferro tra lavoratori e Autoguidovie, la società milanese che ha vinto l'appalto per gestire il trasporto pubblico di tutta la provincia per i prossimi 7 anni. Dei 506 lavoratori totali, solo 406 rientrerebbero nell'appalto. Ma, di questi, l'azienda sarebbe interessata ad assumerne solamente 332. Ieri il M5s ha organizzato una conferenza pubblica presso la sala San Martino di Tours in Corso Garibaldi per fare il punto della situazione. Non ci sono i 500 lavoratori, ma ci sono almeno un centinaio di partecipanti: «I lavoratori stanno subendo forti pressioni e molti hanno paura a esporsi - dice Giuseppe Polizzi, consigliere comunale -. Noi avevamo lanciato l'allarme già nel 2014, ma ora la situazione è precipitata. Ci sono 506 lavoratori che rischiano il licenziamento e di questi solo 332 avranno un nuovo contratto, ma senza più la protezione dell'articolo 18 e dovendo sottoporsi nuovamente alle visite d'idoneità. Il secondo pericolo è la dismissione degli autobus a metano, che saranno sostituiti con mezzi diesel. In una provincia come la nostra, che ha livelli altissimi di polveri sottili, si rischierebbe un aumento del 10% dei valori di pm10, con gravi conseguenze sulla salute dei cittadini». Ospite dell'incontro Danilo Toninelli, deputato del M5s: «Da qui al 1 aprile la priorità è la tutela dei lavoratori, che devono essere assunti direttamente, senza dover firmare nuovi contratti che farebbero perdere loro diritti acquisiti». Non ci sono autisti in sala, la paura o la sfiducia hanno avuto il sopravvento: qualcuno dal pubblico prende la parola, ma non nasconde il pessimismo. «Sono stati fatti molti passaggi oscuri - dice Nicola Seriani - ora si vuole far firmare un contratto con il Jobs act, una legge contro i lavoratori fatta da quella sinistra che i lavoratori avrebbe dovuto difenderli. Non aspettiamoci neanche il sostegno di Cgil, Cisl e Uil, perché contro Autoguidovie nessuno parla». La vicenda lascia l'amaro in bocca anche per Claudio Signore, "Comitato Atm pubblica": «Il trasporto nelle nostre città è un diritto garantito dalla nostra Costituzione. Dopo la privatizzazione però il percorso è chiaro: tagli ai costi comprimibili, ovvero lavoratori e manutenzione».Giacomo Bertoni