Gambolò vuole il tesoro del guerriero longobardo
GAMBOLO' Gli oggetti ritrovati nella necropoli scoperta alla frazione Belcreda devono rimanere al comune di Gambolò, che li ospiterà nel museo archeologico lomellino che ha sede in alcune zone del castello. L'amministrazione comunale ha deciso di convocare un consiglio comunale per giovedì sera. alle 20.30, nel quale appunto si discuterà una mozione per chiedere alla Sovrintendenza che i beni e gli oggetti trovati sul sito della frazione rimangano a Gambolò.«Alla discussione della mozione _ spiega il sindaco Antonio Costantino _ sarà presente anche l'archeologo che in questo momento sta dirigendo gli scavi. Nel documento che verrà votato siamo intenzionati a spiegare che il comune di Gambolò si rende disponibile a occuparsi e custodire, anche investendo delle risorse. Il nostro obiettivo è quello di far rimanere tutti i reperti nella zona di Gambolò». La mozione, che sarà presentata dalla maggioranza, potrebbe in un certo senso fare scuola, dal momento che diverse altre amministrazioni si sono informate, perché sono intenzionate ad adottare un provvedimento simile.«Altre amministrazioni comunali _ continua Costantino _ potrebbero prendere la decisione di chiedere che i reperti archeologici che eventualmente vengano ritrovati rimangano nelle disponibilità delle amministrazioni».Nel frattempo continuano gli scavi alla frazione Belcreda, dove durante i lavori per il metanodotto sono stati trovati alcuni resti di un'antica necropoli longobarda. La prima tomba che è stata analizzata, pur non essendoci ossa per l'acidità del terreno, apparteneva a un guerriero, e attesterebbe la presenza dei longobardi nel primo periodo della dominazione da parte del popolo che proveniva dall'Est, cioè tra il 568 e il 610 dopo Cristo.In questi giorni sono ancora all'opera gli archeologi che stanno analizzando le altre tombe presenti nel sito.I lavori al metanodotto non sono stati interrotti, in quanto, alle prime tracce di una presenza di oggetti di interesse archeologico, il percorso del metanodotto è stato cambiato. Il sito della Belcreda nei primi giorni è stato controllato dalle forze dell'ordine ora vi è stato realizzato un prefabbricato ed è garantita la presenza costante di una vigilanza privata per evitare incursioni nel sito archeologico che Gambolò non vuole perdere. Andrea Ballone