Protesta al Pertusati «L'acqua delle docce al mattino è gelata»
di Stefania PratowPAVIAAcqua fredda, al mattino, nell'orario in cui gli anziani fanno il bagno o la doccia. E i parenti degli ospiti della casa di riposo protestano. Chiedono la sistemazione dell'impianto, ricordano che «qui si trovano persone indifese» e parlano di un disservizio che «sta proseguendo da più di 15 giorni». «Troppi», commentano i parenti che poi aggiungono: «Il problema si verifica sollo nelle prime ore della mattinata, perché poi, nel resto della giornata, l'acqua torna ad essere calda. Ma il problema - sottolineano - è certamente più sentito in quell'orario, quando i nostri anziani vengono lavati, fanno il bagno o la doccia. Ci raccontano che, verso le 7,30, momento della giornata dedicato all'igiene quotidiana, l'acqua è gelida e quel freddo penetra nelle ossa e poi non se ne esce più, anche se il riscaldamento funziona perfettamente». Temono di ammalarsi, un raffreddore o una bronchite che a quell'età potrebbe avere serie conseguenze. «La loro è una generazione dalla tempra forte, abituata ai disagi, a patire il freddo, ad abitare in case dove, un tempo, il riscaldamento era minimo - sottolinea una signora -. Mia mamma, come anche tante altre persone che si trovano qui, conosce le difficoltà. Ma adesso c'è l'età, la salute cagionevole, appesa ad un filo. Per questo si chiede un'attenzione maggiore». Dall'Asp, Azienda servizi alla persona, fanno sapere che «non si è ricevuta alcuna segnalazione». Il responsabile sanitario Filippo Segù precisa che un guasto all'impianto c'è stato, ma martedì scorso alle 7. E alle 7,30 i tecnici erano già sul posto, riscontrando un problema alle elettrovalvole. «Il guasto è stato risolto in tempi brevi, l'acqua è subito tornata calda e altre segnalazioni non ne sono arrivate - sottolinea Segù -. In ogni caso chi riscontra disservizi può anche telefonare all'ufficio tecnico nelle ore diurne oppure, nelle ore notturne, ad un numero verde dedicato». Resta, secondo la Rsa, l'anomalia di segnalazioni che «non vengono registrate dal personale». «Non sono da escludere disservizi, ma è strano che non venga contattato direttamente il personale, visto che le verifiche scatterebbero all'istante e, dalla segnalazione alla risoluzione, mediamente non passa più di mezz'ora». Una prassi, ricordano ancora dall'Asp, che è in vigore in ogni struttura. «Abbiamo portato a conoscenza del problema il personale di turno - replicano a distanza i parenti -. Non sappiamo dove finiscono le nostre lamentele. Quello che chiediamo è una gestione migliore, invece l'assistenza dimostra di avere diverse falle». Ribadiscono criticità rimaste irrisolte. La scarsa idratazione durante il giorno, i pochi cambi di pannoloni, la mancanza di personale. «Riteniamo che il personale sia in numero inferiore rispetto al necessario. E così capita che siano gli stessi parenti ad imboccare anziani che non possono contare sull'aiuto di figli o nipoti, altrimenti sarebbero costretti a mangiare cibo troppo freddo». Nessuno che venga a raddrizzare chi, seduto sulla carrozzina, assume una postura storta, oppure a portare una maglia a chi ha troppo freddo. «Non perché il personale non voglia farlo, ma perché i numeri sono troppo ridotti per consentire un'assistenza adeguata», precisano i parenti che chiedono anche più sedute di fisiochinesiterapia, «una sola volta alla settimana è poco per persone che stanno tutto il giorno su una carrozzina». Ma sulla carenza di personale, il responsabile sanitario Segù fa sapere che «i numeri sono quelli stabiliti dalla normativa vigente». E aggiunge: «Negli ultimi due anni gli addetti sono aumentati e l'impegno è quello di continuare a migliorare la struttura e i livelli assistenziali».