Chiesa anima Firenze «Con la Juve daremo tutto per la città»

DUBAI (Emirati Arabi Uniti) Elia Viviani (Quick-Step) ha vinto in volata la seconda tappa del Dubai Tour, la Dubai-Ras Al Khaimah di 190km, precedendo sul traguardo l'olandese Dylan Groenewegen, vincitore della frazione d'esordio, e dell'altro italiano Riccardo Minali. Nel gruppo di velocisti battuti da Viviani anche specialisti come Mark Cavendish, che ha chiuso quarto, John Degenkolb, quinto, e Alexander Kristoff, settimo. Non ha partecipato alla volata Vincenzo Nibali, giunto col gruppo. In classifica Groenewegen resta leader con 2'' di vantaggio su Viviani, che era giunto terzo nella tappa di lunedì. Felice per la vittoria il corridore veronese, che ha compiuto tra l'altro ieri 29 anni. «L'idea di farmi un regalo speciale per il compleanno mi ha dato una motivazione in più, ma già ero voglioso di rivincita dopo aver perso la volata di lunedì - ha detto Viviani -. Ho avuto un problema meccanico durante la tappa, ma per fortuna il traguardo era ancora lontano e sono riuscito a rientrare. Il feeling con i miei compagni è incredibile, è molto speciale far parte di questa squadra e sono felice di ottenere la vittoria qui». «È il mio miglior inizio di stagione e spero di non fermarmi qui. So di essere secondo in classifica generale ora, ma non ci penso, penso giorno per giorno e vediamo cosa succede», ha concluso sorridendo l'azzurro. ROMAGrandi campioni, una sfilata di trofei, un marchio e una maglia ammirati ovunque. Tutto questo è il Barcellona, ma non solo. Il club calcistico forse più famoso al mondo è una macchina da soldi, che però divora quanto e più di quello che incassa ed è sempre a caccia di nuove entrate e soluzioni per sostenere un giro d'affari vorticoso. Tra pochi giorni dovrebbe essere annunciato un nuovo accordo con Beko, colosso turco degli elettrodomestici, che pagherà 57 milioni in tre anni, 19 a stagione per avere il proprio logo ben in vista sulla maglia da allenamento. Una cifra monstre, che porterà Beko sul podio degli sponsor del club dopo Nike e Rakuten, ma solo un piccolo mattone in un grande edificio economico-finanziario come quello catalano. Secondo «Football Money League», classifica dei ricavi dei club europei stilata da Deloitte, il club blaugrana ha il terzo fatturato al mondo, con 674,6 milioni di euro, alle spalle del Manchester United e del Real. Una cifra che si riferisce alla stagione 2015/2016, cresciuta nella successiva a oltre 700 milioni e che dovrebbe sfiorare i 900 in quella in corso. Il traguardo del miliardo di fatturato dovrebbe essere raggiunto nel 2021.Il costo per rimanere competitivi e continuare ad alimentare la macchina sale continuamente, vedi il mega rinnovo del contratti di Lionel Messi e le cifre sempre crescenti per portare il meglio del calcio al Camp Nou. Se in campo un ritorno c'è quasi sempre - lo testimoniano le decine di titoli conquistati dal 1990 in poi - il bilancio non è tutto rose e fiori, nonostante i ricchissimi introiti. La nuova frontiera è la sponsorizzazione del Camp Nou, un affare di ben altra dimensione rispetto alla maglia da allenamento e che prelude anche al totale rinnovo dello storico impianto, previsto per il 2021. Il progetto prevede costi superiori ai 600 milioni di euro, uno sforzo enorme che avrà bisogno di adeguato sostegno. Anche al costo di apporre un marchio estraneo sull'impianto simbolo della storia blaugrana. FIRENZELa partita dell'anno per una città che da troppo tempo non riesce ad esultare come vorrebbe. Firenze e la Fiorentina attendono domani al Franchi il "nemico" di sempre, la Juventus. È oggettivamente l'ultima occasione per i viola per regalare una gioia ai tifosi. In campo ci sarà il nuovo gioiello del calcio italiano, quel Federico Chiesa che di fatto ha raccolto l'eredità lasciata da un altro Federico, Bernardeschi, finito proprio in bianconero tra la rabbia di tutta la città toscana. «Con la Juventus sarà durissima, ma siamo pronti: la vittoria di Bologna è stata importante, daremo il 100% per Firenze e per la maglia». Così l'attaccante della Fiorentina. Una ragazzo che è cresciuto esponenzialmente e che sta bruciando le tappe sulle orme di papà Enrico, altro giocatore che a Firenze ha fatto bene, anzi benissimo: «La Juve è una grandissima squadra di livello internazionale, sarà difficilissimo sia difendere che attaccare ma noi ci proveremo», ha assicurato l'esterno offensivo, finito nel mirino di molte società italiane (Inter e Napoli in primis) e estere (la Premier busserà presto a Firenze). Tornando sulla vittoria del Dall'Ara, Chiesa ha dichiarato: «La gara di Bologna ci ha dato uno stimolo in più dopo la sconfitta contro il Verona e ora siamo più pronti per affrontare la Juve. Sentivamo la partita, per rifarci dal brutto ko contro l'Hellas». Fondamentale per il successo di Bologna, è stata anche la visita della famiglia Della Valle in ritiro. Non è un mistero che negli ultimi anni il rapporto tra la proprietà viola e la tifoseria si è deteriorato parecchio. I Della Valle hanno spesso minacciato di disimpegnarsi, ma al momento sono ancora saldamente al timone. «Con i Della Valle è stato un bellissimo incontro - sottolinea Chiesa - abbiamo capito che la società è vicina a noi e questo è stato fondamentale per la vittoria del giorno dopo».Tornerà Federico Bernardeschi e sarà titolare nella sua prima partita da ex a Firenze. Allegri è intenzionato a dargli fiducia, nell'attacco a tre con Manduzkic e Higuain nella Juventus costretta a vincere, per tenere il passo del Napoli, nell'anticipo su uno dei campi più ostici per i bianconeri. Allegri ha qualche problema a centrocampo: al ko di Matuidi, una tegola sulla testa del tecnico bianconero, si è aggiunto nella giornata di martedì, ma emerso solo ieri, l'infortunio rimediato da Sturaro in allenamento. L'indiziato numero uno alla sostituzione del francese ha svolto allenamento personalizzato a causa di una distorsione alla caviglia. Marchisio resta comunque in pole position per il ruolo di interno di centrocampo.