Una casa in via dei Liguri per 4 ragazzi disabili

di Anna GhezziwPAVIAMarco, Riccardo, Roberto e Angelo hanno tra i 44 e i 49 anni e una disabilità grave. Entro l'estate andranno ad abitare in via dei Liguri, nel primo appartamento autogestito realizzato grazie alla legge che regola il Dopo di noi e all'impegno dell'associazione Un nuovo dono onlus. «Siamo pronti a ripartire - spiega Massimo Zanotti di Un nuovo dono, papà di uno dei ragazzi - Il progetto della comunità aperta è stato accantonato per adeguarci alle nuove possibilità della legge sul Dopo di noi. Due soci fondatori hanno messo a disposizione in comodato d'uso gratuito uno spazio in via dei Liguri, a due passi dal Duomo». Era un poliambulatorio, verrà adattato per le esigenze dei ragazzi: un grande salotto con la cucina, cinque stanze singole e tre bagni attrezzati per i disabili. Quattro ragazzi hanno già fatto la domanda per avviso pubblico regionale, il quinto entrerà in quello di marzo. La legge sul dopo di noi vuole sostenere le persone con disabilità in percorsi di autonomia abitativa, perché possano decidere autonomamente dove, come e con chi vivere la loro vita "da grandi", in maniera gradualmente indipendente dai genitori, in una casa vera, fuori da un istituto. La Lombardia è la prima regione in cui i progetti di vita di persone con disabilità sono stati scritti, valutati, finanziati con le risorse del Fondo nazionale per il dopo di noi. Delle 1.628 domande presentate, molte già contenevano idee progettuali: le valutazioni multidimensionali sono state chiuse il 31 dicembre e ora i Piani di Zona insieme alle persone con disabilità, ai familiari e ai fornitori di servizi che concorreranno ad aiutare i ragazzi nella loro vita fuori casa stanno costruendo i progetti, che partiranno quando le risorse verranno erogate, mentre altri progetti già partiti negli anni scorsi con la legge e le risorse si consolideranno. In provincia di Pavia sono 66 le famiglie che cominceranno un percorso verso l'autonomia, 15 le persone con disabilità che andranno a vivere o continueranno a vivere in tre appartamenti messi a disposizione dalle famiglie. A Mortara proseguirà A casa mia, il progetto pilota partito nel 2013 a cura della cooperativa Come Noi che è diventata un punto di riferimento per tutte le esperienze. Punto di riferimento per l'appartamento gestito dalla Fondazione Anffas Dopo di Noi di Voghera, sostenuta dalla cooperativa sociale che gestisce il centro diurno (Cooperativa Marta di Sannazzaro) al quale sarà affiancato un altro appartamento per cinque persone che faranno avviamento all'autonomia, riferimento anche per la Casa di via dei Liguri in cui Un nuovo dono ha collaborato con la cooperativa sociale Solidarietà e servizi, che gestisce i tre centri diurni disabili comunali. Per un genitore, il distacco dai figli è sempre difficile: «La cosa importante è che vada ad abitare in una casa - spiega Zanotti - Ha vissuto a casa nostra per 44 anni e andrà ad abitare in una casa con amici e l'assistenza doverosa e necessaria. Le famiglie saranno presenti, lui avrà una vita sociale e familiare come l'ha avuta adesso. Curerà i suoi hobby, potrà andare la mattina al centro diurno e poi tornare a casa, in famiglia. Quella nuova».