Senza Titolo
Fabio Sturla ama sfogliare libri rari, che colleziona da una decina d'anni e che rappresentano il suo passatempo più impagabile. Il 54enne avvocato ha ereditato la passione per i volumi a tiratura limitata dallo zio materno Bruno Belloni e ora non passa giorno che l'appassionato bibliofilo di Pieve del Cairo non apra uno dei suoi mille volumi. Il più prezioso è un antifonario gregoriano, ma non sono pochi i libri da collezione presenti nella biblioteca privata di Sturla, che è in contatto con decine di rivenditori e di collezionisti di tutta Italia e che negli ultimi dieci anni è riuscito a raggruppare circa mille volumi a edizione limitata. «Ho iniziato a raccogliere - spiega Sturla, ex vice sindaco di Pieve del Cairo - questi libri di pregio una decina d'anni fa: i primi sono stati quelli ereditati da mio zio Bruno e ora posso vantarmi di possederne un migliaio, i più svariati, acquistati solo su ordinazione». Nella biblioteca di Sturla, disposta su due piani della sua abitazione, si possono trovare in particolare titoli di letteratura, religione e arte, senza contare le numerose enciclopedie. In particolare, Sturla è entrato in possesso dell'edizione originale dell'Enciclopedia Treccani, stampata nel 1929 sotto l'alto patronato di re Vittorio Emanuele III.E poi ci sono i grandi classici della letteratura italiana: dalla Divina Commedia ai Promessi Sposi, dai Vangeli a varie encicliche firmate dai pontefici degli ultimi decenni. «Amo in particolare - spiega ancora il bibliofilo - soffermarmi sulla copia del pontificale di papa Bonifacio IX, che fu eletto al soglio pontificio alla fine del Trecento. Si tratta di un fac simile uguale in tutto e per tutto all'originale: per esempio, se in qualche pagina del testo del XIV secolo sono presenti un buco o una macchia, così si trovano nella copia in mio possesso. Leggere un testo tanto antico mi suscita un'emozione indescrivibile: per me è come viaggiare all'indietro nei secoli». Le case editrici dei libri pregiati di Sturla vanno dalla Utet alla Treccani fino all'Einaudi. «Ma il volume cui tengo di più - aggiunge Sturla - è l'antifonario che raccoglie tutte le melodie liturgiche della Chiesa: è precedente all'utilizzo del pentagramma e quindi per me rappresenta un volume di grande valore. Il nome deriva dal papa benedettino Gregorio I Magno, che secondo la tradizione raccolse e ordinò i canti sacri in un volume detto Antifonarium Cento, legato con una catenina d'oro all'altare della basilica di San Pietro, la cui copia originale andò persa durante le invasioni barbariche». L'avvocato Sturla ha riempito due intere stanze di scaffali contenenti questi libri da collezione, molto grandi e pesanti. Questa, però, è solo una piccola parte del patrimonio librario posseduto dall'avvocato. «In totale posso contare fino a 4mila libri, compresi quelli di pregio - conferma - Comunque devo confessare che preferisco di gran lunga scorrere le pagine dei libri a tiratura limitata: mi danno una sensazione di tempo che se n'è andato, di figure e di eventi storici ormai lontani da noi. Quando il lavoro me lo consente oppure nelle ore serali mi chiudo nella mia biblioteca e sfoglio i volumi illustrati in modo artistico, leggo i canti dell'antifonario gregoriano, ovviamente scritti in latino, e cerco di immedesimarmi nei monaci che, diversi secoli prima di me, avevano preso fra le mani questa pubblicazione». E non sono pochi gli amici e gli appassionati che a Pieve del Cairo entrano nella casa di Sturla per visitare la sua ricca biblioteca privata. Umberto De Agostino