L'ultimo saluto a Ferrari: «Anima del Ponte di Pietra»
PAVIAIl mondo del basket di ieri e di oggi, ma anche Ponte di Pietra, il suo quartiere, si è radunato alla chiesa di Santa Maria di Caravaggio per dare l'ultimo saluto a Remo Ferrari. Ad officiare i funerali due preti che lo conoscevano bene, don Carlo Rossetti, parroco della chiesa il cui oratorio ospita il Basket Bridge, fondato da Remo e un pugno di amici appassionati della palla a spicchi come lui, e don Emilio Carrera, grande tifoso di basket. «La Pasqua di Remo - ha detto nella sua omelia il parroco - Ponte di Pietra, Santa Maria di Caravaggio e Basket Bridge, tre luoghi per un'anima sola, anzi due, perché insieme a Remo c'era sempre anche la Paola, sua moglie. Un educatore vero, che amava la vita e lo sport per tutta la vita valori che insegnava ai giovani». Commozione fra i tanti presenti, dai dirigenti di ieri come Barbara Bandiera, Giampaolo Borella e Gianni Bonciani, a quelli di oggi come Gianmarco Bianchi e Sergio Contrini, il medico della nazionale giovanile femminile Luigi D'Introno insieme al fratello Giovanni della Sanmaurense, mentre fra gli allenatori Simone Bianchi e Massimiliano Baldiraghi, fra i suoi giocatori da Stefano Degrada a Nicola Ceriana a Nicola Galli e la coppia di centri della Onda di quarant'anni fa, Tom Negri e Massimo Zanotti. «Un giorno tristissimo - commenta Zanotti - Remo per me è legato ai ricordi degli anni Sessanta, ai quattro anni più belli dell'Onda, quando dalla serie D arrivammo alla serie B nazionale. Ferrari a quei tempi aveva già dai 35 anni 40 anni ma era il trascinatore, l'anima di quella squadra vincitutto».Maurizio Scorbati