Senza Titolo

di ROBERTO LODIGIANINikolajewka è uno dei luoghi e dei nomi simbolo della campagna di Russia. Ricorda l'ultima battaglia combattuta nel gennaio di 75 anni fa dall'Armir per sfuggire alla tenaglia sovietica: epico e tragico episodio conclusivo della disastrosa ritirata nella steppa, al centro di una ricca memorialistica storica, da Giulio Bedeschi ad Alfio Caruso, e di cerimonie e commemorazioni. Un pugno di disperati, agli ordini del generale Reverberi, comandante della divisione Tridentina (medaglia d'oro al valor militare), l'unica unità ancora relativamente efficiente e in grado di battersi, mosse all'assalto dei russi con il sostegno di un solo panzer tedesco, e riuscì a rompere l'accerchiamento, consentendo ai superstiti di raggiungere Shebekino, al di là delle linee nemiche. Era il 31 gennaio. Piccoli gruppi e singoli si misero in salvo anche nei giorni successivi, in marzo quanto rimaneva dell'armata italiana venne rimpatriata.Le perdite furono altissime. Il contingente alpino, prima della nuova "spallata" sovietica e del caotico ripiegamento, contava oltre 61mila uomini. Dopo Nikolajewka, uscirono dalla sacca in 13mila, più altri 7.500 feriti o congelati. Circa 40mila rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati. Migliaia vennero presi prigionieri e radunati in vari campi, dopo un'infernale marcia a piedi; solo una percentuale minima farà ritorno in Italia a partire dal 1945. Elevato fu anche il tributo dei soldati pavesi. I morti o dispersi nel gennaio del '43 furono 659 (sul totale di 1.131 in tutta la campagna); 366 nell'ultima fase del ripiegamento, tra la metà e la fine del mese. Paola Chiesa, storica militare, ha recuperato negli archivi dell'esercito le vicende di diversi di loro, tutti giovani tra i venti e i trent'anni, tutti originari dell'Oltrepo, tradizionale terra di reclutamento alpino. Eccole.Carlo Sparpaglione nasce a Borgo il 14 settembre 1913, da Giuseppe e Giulia Ferrari; contadino, richiamato nel 1940, parte per la Russia con il 4° reggimento di artiglieria alpina; viene dichiarato disperso nel corso del ripiegamento. Pierino Frattini (Brallo di Pregola, 9 febbraio 1920), contadino, artigliere, condivide la sorte di Sparpaglione. Edoardo Vittorio Orsi (Brallo, 29 febbraio 1916), contadino, pure lui nel 4° reggimento, è considerato ufficialmente irreperibile il 1° giugno del '43. Paolo Tagliani (Brallo, 27 novembre 1919), fa parte della 63ª squadra panettieri della divisione alpina Cuneense, sparisce il 20 gennaio del '43 a Popowka. Romeo Piaggi (Canevino, 25 luglio 1921), artigliere della Cuneense, disperso durante il ripiegamento di gennaio. Mario Rebasti (Canneto Pavese, 24 maggio 1911), muratore, caporalmaggiore del 2° reggimento di artiglieria della divisione Tridentina, dichiarato disperso il 1° marzo del '43. Angelo Poggi (Corvino San Quirico, 23 luglio 1921), autiere del 201° reparto autocarrato misto della Cuneense, le sue tracce si perdono a Rossoch. Domenico Tornari (Menconico, 25 aprile 1920), artigliere del 4° rgt (8ª batteria), irreperibile dal 1° giugno del '43 (la sua ultima lettera, datata 4 gennaio, è indirizzata alla mamma Maddalena Stafforini e alla sorella, avvertite dell'invio di due vaglia da 329 e 303 lire). Fedele Vercesi (Montù Beccaria, 1° aprile 1916), artigliere della 9ª batteria, disperso nel ripiegamento, nel suo fascicolo matricolare c'è la foto della partenza dalla stazione di Voghera con i familiari, che proponiamo in questa pagina. Carlo Mori (Romagnese, 23 maggio 1916), alpino del battaglione Gemona, disperso in combattimento il 19 gennaio '43. Massimo Ferri (Rovescala, 3 marzo 1900) autiere del 201° reparto, disperso a Rossoch. Ugo Sarchi (San Damiano al Colle, 10 giugno 1914), panettiere della 63ª squadra, disperso a Popopwka. Angelo Vercesi (San Damiano, 27 giugno 1920), ausiliario del 2° nucleo di sussistenza della Cuneense, sparisce a Kopenki il 20 gennaio del '43. Emilio Cartasegna (Torrazza Coste, 16 marzo 1916), panettiere della 63ª squadra, disperso a Popowka. Giuseppe Lazzati (Varzi, 8 luglio 1916), artigliere del 4° rgt, disperso nel ripiegamento. Giuseppe Tambussi (Varzi, 19 marzo 1918), artigliere della 9ª batteria, viene dichiarato scomparso dal comando d'armata il 1° marzo '43. Luigi Armella (Zavattarello, 26 novembre 1920), artigliere dell'8ª batteria, sparisce nel ripiegamento. Luigi Birelli (Zavattarello, 16 novembre 1918), fa parte dell'8ª batteria, disperso nel ripiegamento.©RIPRODUZIONE RISERVATA